Il giallo europeo nel mirino

n°10

 

>> Letture

Le imperfezioni
Valerio Varesi

Frassinelli, 2007, pp. 276

Simona Mammano

 

I romanzi di Varesi hanno una caratteristica che li identifica immediatamente: l'atmosfera. Atmosfera intesa in senso ampio, sia quella della pianura padana, nebbia e mistero, sia l'atmosfera dell'anima, l'introspezione e la costante ricerca del minotauro che alberga dentro ognuno di noi, nel labirinto della nostra mente.

L'ultimo romanzo di Varesi, Le imperfezioni, uscito in questi giorni in libreria, racconta di un giornalista, Fernando Savani, che deve seguire più indagini contemporaneamente. La prima riguarda il suicidio di un noto imprenditore, appassionato d'arte, che sembra non avere motivi per uccidersi. Savani viene incaricato dal suo caporedattore di insinuarsi nella vita del suicida per scoprire gli aspetti più intimi dell'uomo. In quegli stessi giorni a Savani accade un episodio che lo mette in contatto con una parte nascosta di sé, che egli non pensava di possedere: gli viene rubato il portafogli in un bar dove c'è un solo altro cliente. Il ladro rimane tranquillo seduto al bancone e lo osserva con la sicurezza di chi sa di trovarsi davanti a un soccombente. Il giornalista non riesce a uscire dalla situazione, sa che dovrebbe affrontare il ladro per chiedergli la restituzione del portafoglio, ma rimane bloccato da un senso di inadeguatezza che gli impedisce ogni reazione. Savani si rende così conto di sentirsi impreparato di fronte a un mondo che richiede sfrontatezza e cinismo. Procedendo nell'inchiesta sulla morte dell'imprenditore, si accorge di sentirlo molto simile a sé, di capire sempre di più le ragioni che l'hanno portato al suicidio, alle sensazioni che deve avere provato nella consapevolezza di vivere in una società di cui non condivide l'etica perversa. Savani parla anche con un ispettore della questura, Salvatore Giarratana e insieme analizzano gli ultimi minuti di vita dell'imprenditore, cercano un motivo e nel corso del tempo lo percepiscono. Il giornalista non ha quindi voglia di svelare questa parte intima del suicida, di dare in pasto alla curiosità pubblica ciò che di intimo ha scoperto e che condivide.

E' un romanzo che fa riflettere, ci fa schierare in maniera netta. Preferiamo soccombere di fronte a un mondo che richiede una forte dose di cinismo o adeguarci ad esso?

Valerio Varesi è tradotto in Germania, Spagna e Turchia.


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