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French
Tabloïd
Jean-Hugues Oppel
Rivages
thriller • 2005
Corinne
Naidet
Aprile
2002, la Francia è sotto shock per i risultati del primo
turno delle elezioni presidenziali francesi: Jean-Marie Le Pen (estrema
destra), arrivato secondo, affronterà il presidente uscente
Jacques Chirac (destra moderata). Quindici giorni dopo, quest’ultimo
sarà rieletto presidente con percentuali da repubblica delle
banane. Perché il candidato socialista Lionel Jospin non è stato
il secondo finalista del ballottaggio, come tutti avevano previsto?
E se una parte dell’opinione pubblica fosse stata manipolata
per fare in modo che questi venisse eliminato, così da lasciare
il presidente Chirac di fronte ad un politico che non ha alcuna possibilità di
essere eletto?
E’ ciò che immagina Jean-Hugues Oppel, in questo romanzo
di fiction politica molto, molto verosimile…
Basta
disporre di uno studio di consulenti in grado di influenzare l’insieme dei
media francesi, a partire da marzo 2001, in modo che i titoli di prima
pagina siano sempre più dedicati alla mancanza di sicurezza.
Al tempo stesso, Goodwhile, specialista in manipolazione psicologica,
spinge progressivamente Victor Courtaillet, sull’orlo del fallimento
e pieno di odio, a perpetrare un massacro che sarà una plateale
dimostrazione di questa violenza quotidiana. Nell’ombra del potere,
i personaggi tessono una tela nella quale Courtaillet, e in misura
minore il tenente Carvelle, un poliziotto onesto, finiranno avviluppati.
Tra un capitolo e l’altro, scopriamo i titoli dei giornali (assolutamente
autentici, raccolti dall’autore) in cui le parole ‘delinquenza’ e ‘violenza’ sono
sempre più ricorrenti.
Jean-Hugues Oppel colpisce davvero nel segno: con freddezza
abilmente calcolata, riporta metodicamente il succedersi dei fatti,
senza emettere
alcun giudizio. Uno stile solo all’apparenza semplice, in realtà molto
elaborato, che rifugge da ogni enfasi. I fatti, nient’altro che
i fatti, che seguiamo senza difficoltà grazie al ritmo che vi
instilla l’autore per tutta la narrazione… senza trascurare
i suoi personaggi, ai quali ci affezioniamo, anche se a volte del tutto
controvoglia. Ma tutto questo, naturalmente, è solo fiction
e solo un autore di romanzi noir può immaginare che cose simili
accadano, nel nostro bel paese democratico…

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