Il giallo europeo nel mirino

n°2 Luglio-Agosto-Settembre 2005

 

 

POSIZIONE DI TIRO,
ovvero
La position du lecteur couché

Niente grasso. Niente superfluo.
Niente psicologia. Niente manierismi.
Zero. Nada, verrebbe da dire.

Giovanni Zucca

 

Parole cesellate da un bisturi, rese taglienti come un bisturi. Solo l’essenziale, solo la carne (e il sangue), solo le azioni (e l’azione). Solo la forza di uno stile scarno e implacabile, parole come pallottole. Del calibro esattamente necessario allo scopo.
Ci sono scrittori, bravi, anche bravissimi, che ti mettono davanti alla lavagna, o davanti al palcoscenico.

Manchette no. Manchette ti mette accanto all’assassino. Nella posizione del tiratore disteso, o forse al posto dell’assassino, fotografando l’estrema bellezza (in negativo) e l’estrema assurdità dell’atto di uccidere. Con la precisione e l’accuratezza che lo spingono, lo si può leggere in Chroniques, a discettare di armi e calibri, di 38 special e di 9 millimetri.
Quando lo lessi, in francese (doveva essere l’inizio dell’85) fu uno shock.
L’ho riletto, a distanza, sia in originale che tradotto (la prima traduzione italiana fu, agli inizi degli anni ’90, per un piccolo grande editore di Bologna, Metrolibri/Granata Press, che non aveva grandi mezzi, ma in compenso aveva uno sguardo acuto).
Fa ancora più male. E sembra ancora più essenziale, a confronto con la letteratura sbrodolante di adesso, quella che dove serve una parola ne mette tre, dove ne servono tre ne mette sette, dieci o anche quarantasette.
Un distillato puro, da gustare goccia a goccia.

La storia di Martin Terrier, ovvero la decostruzione programmatica di un personaggio chiave del genere noir e thriller, il gelido, spietato killer professionista senza emozioni, senza stati d’animo. Troppo intelligente per continuare, troppo stupido per capire che si può ricominciare, sì, ma solo dallo stesso punto di partenza, per rifare la stessa strada. In tondo, come il petit bleu Georges Gerfaut, condannato a girare in tondo, una sera, sul péripherique intorno a Parigi.
Un povero diavolo manipolato, che vorrebbe solo dire basta.Accanto a Martin Terrier, al posto di Martin Terrier, anche noi vorremmo dire basta, non uccidiamo più, ce ne andiamo.
Forse Martin Terrier siamo noi, noi che uccidiamo ogni giorno un po’ di gioia, un po’ di speranza.Se così è, sappiamo già cosa ci attende, il giorno che anche noi diremo basta.

*Jean-Patrick Manchette, POSIZIONE DI TIRO, (La position du tireur couché), Gallimard, 1981, trad. it. di Francesco Colombo, Einaudi Tascabili 1998.

 


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