
Per
un thriller Europeo
Stefano
Di Marino
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Stephano Di Marino |
Forse
la responsabilità è degli editori, forse dei
lettori, forse degli autori che, pur di essere pubblicati, si sono
dovuti piegare per molto tempo - forse troppo - alla pratica dello
pseudonimo anglosassone. Del resto è una realtà in
Italia, al cinema quanto nelle librerie, il nome nostrano ha sempre
suscitato sospetto e cali di vendite. Da qui la necessità di
mascherarsi da americani e inglesi considerati gli unici in grado
di produrre thriller di qualità. È una pratica che,
se vogliamo avvicinare la scrittura al cinema (quello italiano
di genere, quando esisteva) già risale agli anni ’60
e ’70. Sergio Leone si firmava Bob Robertson e Giuliano Gemma
era Montgomery Woods. Così quando all’inizio degli
anni ’90 mi proposero di scrivere un serial per Segretissimo,
pur essendo il Professionista un belga e muovendosi in un mondo
che spaziava tra l’Oriente e l’Europa lo dovetti firmare
come Stephen Gunn.
In realtà sono convinto, e la mia produzione – ma
non solo la mia - negli ultimi tempi lo dimostra, che un thriller,
cinematografico quanto letterario non debbano necessariamente essere
anglosassoni. Come editor, traduttore oltre che come scrittore
posso assicurarvi che in America si producono pessimi film d’azione
e si scrivono altrettanti libri scadenti, solo che noi vediamo
solo – non sempre - quelli migliori, i best seller. I meccanismi
narrativi giusti, la concatenazione dei fatti, la caratterizzazione
dei personaggi, tutti questi elementi abbinati a una ricerca accurata
sull’ambiente, la capacità di creare un racconto appassionante,
curato non sono appannaggio della produzione americana che ci è stata
imposta come gli hamburger, la musica e il cinema. L’Italia,
ma ora è più corretto parlare di Europa, possono
produrre prodotti altrettanto buoni. Lo dimostra Il 5° giorno
di Frank Schatzing, thriller ecologico tedesco di eccellente fattura,
le già affermate opere di Jean-Christophe Grangè e
di Maurice Dantec, i successi italiani di Carlo Lucarelli e Valerio
Evangelisti. Questo non significa che tutta la produzione europea
sia buona così come, seguendo la mia passione cinematografica,
mi sono accorto che non tutto il cinema di Hong Kong era del livello
di quello di John Woo e di Johnnie To. Il fatto è che un
prodotto è buono o non lo è. L’ambientazione
può funzionare o meno a seconda dell’abilità dell’autore.
Per quel che mi riguarda sono sempre convinto che uno scriva di
quello che sa. Sotto tale profilo mi ritengo più europeo
che italiano. Se il thriller tipico italiano ha come caratteristica
l’approfondimento di ambienti provinciali, regionali, con
trame esigue a volte io poco mi riconosco in questi modelli. Per
mia fortuna ho viaggiato, accumulato esperienze, amo intrecciare
trame complesse. Questa è la mia narrativa. Sarebbe stupido
disconoscere l’influenza a stelle e strisce perché tutti
noi abbiamo divorato centinaia di film e romanzi americani e quindi
qualcosa è rimasto. Ma abbiamo letto e visto anche decine
di libri e film italiani, francesi a volte tedeschi, scandinavi,
inglesi, persino russi. E poi abbiamo vissuto in un continente
che ha una cultura e una storia vecchia di secoli, aperta verso
l’esterno ai contatti con il mondo islamico, l’oriente,
forse più di quella americana chiusa nei suoi miti, convinta
com’è di essere al centro del mondo. Per questo ritengo
importante riuscire a imporre sul mercato un prodotto europeo,
ben fatto, avvincente, lontano dagli stereotipi che possa essere
competitivo e autonomo rispetto alla produzione americana che non
va demonizzata, semplicemente ritenuta una parte di un tutto e
non un dogma che al massimo possiamo imitare.
Stefano
Di Marino, nato a Milano nel 1961, è scrittore, traduttore
e consulente editoriale. È uno dei più noti autori
italiani di thriller, spionaggio e romanzi d’azione, sia sotto
il suo nome che sotto vari pseudonimi. La sua serie di maggior successo,
edita nella collana Segretissimo di Mondadori sotto il nome di Stephen
Gunn, è quella de “Il Professionista”, che ha
appena festeggiato i dieci anni di vita. Tra i suoi romanzi più recenti,
firmati con il suo nome, Il cavaliere del vento e Quarto Reich, entrambi
editi da Piemme. A settembre 2005 sarà in libreria Ora Zero,
un thriller di azione e fantapolitica con ambizioni ‘europee’.

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