Il giallo europeo nel mirino

n°2 Luglio-Agosto-Settembre 2005

 

 

Per un thriller Europeo

Stefano Di Marino

Stephano Di Marino

Forse la responsabilità è degli editori, forse dei lettori, forse degli autori che, pur di essere pubblicati, si sono dovuti piegare per molto tempo - forse troppo - alla pratica dello pseudonimo anglosassone. Del resto è una realtà in Italia, al cinema quanto nelle librerie, il nome nostrano ha sempre suscitato sospetto e cali di vendite. Da qui la necessità di mascherarsi da americani e inglesi considerati gli unici in grado di produrre thriller di qualità. È una pratica che, se vogliamo avvicinare la scrittura al cinema (quello italiano di genere, quando esisteva) già risale agli anni ’60 e ’70. Sergio Leone si firmava Bob Robertson e Giuliano Gemma era Montgomery Woods. Così quando all’inizio degli anni ’90 mi proposero di scrivere un serial per Segretissimo, pur essendo il Professionista un belga e muovendosi in un mondo che spaziava tra l’Oriente e l’Europa lo dovetti firmare come Stephen Gunn.

In realtà sono convinto, e la mia produzione – ma non solo la mia - negli ultimi tempi lo dimostra, che un thriller, cinematografico quanto letterario non debbano necessariamente essere anglosassoni. Come editor, traduttore oltre che come scrittore posso assicurarvi che in America si producono pessimi film d’azione e si scrivono altrettanti libri scadenti, solo che noi vediamo solo – non sempre - quelli migliori, i best seller. I meccanismi narrativi giusti, la concatenazione dei fatti, la caratterizzazione dei personaggi, tutti questi elementi abbinati a una ricerca accurata sull’ambiente, la capacità di creare un racconto appassionante, curato non sono appannaggio della produzione americana che ci è stata imposta come gli hamburger, la musica e il cinema. L’Italia, ma ora è più corretto parlare di Europa, possono produrre prodotti altrettanto buoni. Lo dimostra Il 5° giorno di Frank Schatzing, thriller ecologico tedesco di eccellente fattura, le già affermate opere di Jean-Christophe Grangè e di Maurice Dantec, i successi italiani di Carlo Lucarelli e Valerio Evangelisti. Questo non significa che tutta la produzione europea sia buona così come, seguendo la mia passione cinematografica, mi sono accorto che non tutto il cinema di Hong Kong era del livello di quello di John Woo e di Johnnie To. Il fatto è che un prodotto è buono o non lo è. L’ambientazione può funzionare o meno a seconda dell’abilità dell’autore. Per quel che mi riguarda sono sempre convinto che uno scriva di quello che sa. Sotto tale profilo mi ritengo più europeo che italiano. Se il thriller tipico italiano ha come caratteristica l’approfondimento di ambienti provinciali, regionali, con trame esigue a volte io poco mi riconosco in questi modelli. Per mia fortuna ho viaggiato, accumulato esperienze, amo intrecciare trame complesse. Questa è la mia narrativa. Sarebbe stupido disconoscere l’influenza a stelle e strisce perché tutti noi abbiamo divorato centinaia di film e romanzi americani e quindi qualcosa è rimasto. Ma abbiamo letto e visto anche decine di libri e film italiani, francesi a volte tedeschi, scandinavi, inglesi, persino russi. E poi abbiamo vissuto in un continente che ha una cultura e una storia vecchia di secoli, aperta verso l’esterno ai contatti con il mondo islamico, l’oriente, forse più di quella americana chiusa nei suoi miti, convinta com’è di essere al centro del mondo. Per questo ritengo importante riuscire a imporre sul mercato un prodotto europeo, ben fatto, avvincente, lontano dagli stereotipi che possa essere competitivo e autonomo rispetto alla produzione americana che non va demonizzata, semplicemente ritenuta una parte di un tutto e non un dogma che al massimo possiamo imitare.

 

Stefano Di Marino, nato a Milano nel 1961, è scrittore, traduttore e consulente editoriale. È uno dei più noti autori italiani di thriller, spionaggio e romanzi d’azione, sia sotto il suo nome che sotto vari pseudonimi. La sua serie di maggior successo, edita nella collana Segretissimo di Mondadori sotto il nome di Stephen Gunn, è quella de “Il Professionista”, che ha appena festeggiato i dieci anni di vita. Tra i suoi romanzi più recenti, firmati con il suo nome, Il cavaliere del vento e Quarto Reich, entrambi editi da Piemme. A settembre 2005 sarà in libreria Ora Zero, un thriller di azione e fantapolitica con ambizioni ‘europee’.

 


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