Il giallo europeo nel mirino

n°2 Luglio-Agosto-Settembre 2005

 

 

>> Letture

Magdeburg - L'eretico
Alan D. Altieri

Corbaccio 2005 400 pagine

Giovanni Zucca

 

Nero come la pece. Rosso come il sangue. Così si presenta, fin dalla copertina, questo ‘oggetto pericoloso’ di difficile catalogazione. Romanzo storico? Thriller storico? Horror? Tutto questo, e altro ancora. Il quadro è l’Europa, non quella attuale ma quella di un periodo in cui l’Europa stessa rischiò seriamente di sparire dalle carte geografiche: la Guerra dei Trent’Anni. La storia comincia il Giorno dei Morti del 1630, con un cavaliere uscito “dalle tenebre. … Memento e incubo. … Nient’altro che un viandante in nero.” Un cavaliere che maneggia con letale abilità una strana spada che non si porta al fianco, ma sulle spalle. Lo scopriranno per esempio i carnefici e i dragoni che tentano di fermarlo, quando strappa al rogo già acceso una presunta strega, ennesima vittima dell’Inquisizione cattolica. Guerra di religione. Cattolici contro protestanti, con sanguinaria ferocia. E dietro questo comodo, eterno paravento, intrighi di potere, avidità, ferocia, vendette. Gott mit uns, recita il motto dei dragoni della Falange di Arnhem; e quando si agisce per servire Dio, si sa, tutto è permesso. Il principe Von Dekken, fanatico nobile cattolico, si interessa a un castello e a un monastero distrutti molti anni prima: tutti coloro che vi si trovavano sono stati sterminati. In nome di Dio, certo… Anche il viandante in nero si interessa a quel castello, a quel monastero. Forse, c’è ancora in giro qualcuno che sa come sono andate davvero le cose… Qualcuno che lo ha messo addirittura per iscritto. Molto pericoloso. Intanto, nella gelida cabina di una nave che solca le acque dell’Elba, l’Osservatore annota, ragiona, ricostruisce con i suoi appunti i perché di questo massacro. Di questa guerra eterna. Mentre si avvicinano le luci e le torri di Magdeburg, grande città luterana…

Chi conosce i romanzi di Sergio “Alan” Altieri, il “più americano degli scrittori di thriller italiani”, com’è stato definito (ma il suo modo di ‘essere americano’, che l’ha portato a lavorare a Hollywood, non piacerebbe affatto a George Bush) ritrova qui i temi già presenti nei suoi thriller più celebri, da Città oscura (1980) fino a Ultima luce (1995) e Kondor (1997): l’Apocalisse, la fine della civiltà umana, la violenza, il caos e l’oppressione che dilagano, le istituzioni che collassano… Non è un ottimista, Altieri, anzi forse è un pessimista cosmico. Uno che non crede a verità rivelate. Uno che non crede. O forse no. Forse crede nella scrittura. Nella possibilità di raccontare quello che, forse, non si può contrastare. Forse il male ha già vinto. Ma si può almeno dirlo, con le parole, forti, roventi, evocative. Prima parte di un ampio progetto lungamente meditato e fortemente voluto, Magdeburg – L’eretico è una lettura ammaliante e ‘sgradevole’, non per stomaci delicati: pestilenze, stragi, stupri… E sotto, insidioso, l’intrigo che muove la vicenda, lo senti strisciare come una serpe. Anzi, un nido di serpi…

Per fortuna, comunque, si parla di un passato lontano, remoto: oggi non ci si ammazza più per un Dio diverso da un altro, non si usa più Dio come bandiera e paravento delle peggiori nefandezze, pestilenze e carestie sono reliquie di un passato lontano. Remoto…

Bello. Bellissimo, questo romanzo. Ma ve l’ho detto: nero. Nero come la pece. E rosso: rosso come il sangue.

 


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