È
davvero per caso, nel corso delle mie ricerche di gialli su Internet,
che ho scoperto che l’istituto Goethe di Berlino ha pubblicato
un libro intitolato L’Europa assassina e, parallelamente,
ha organizzato una serie di letture con gli autori di questo volume
nel caffè letterario “Eggers Landwehr” sempre
a Berlino.
In
questa Genshagen "sognatrice", o io sono un po’ isolata
dall’ambiente letterario, oppure non ho prestato attenzione;
in ogni caso, ho l’impressione che la pubblicità per
questo libro sia stata piuttosto discreta. È
per questo che mi sono persa tutte le letture, ma ho letto il libro,
pubblicato quest’anno dall’editore Ullstein.
Dunque, L’Europa assassina,
un progetto internazionale di narrazioni poliziesche, con 14
storie accattivanti (stando alla
copertina).
La
prefazione spiega che si tratta di presentare "i
lati oscuri dell’Europa messi in luce dal romanzo poliziesco"
(un punto per lo slogan azzeccato). Il libro è frutto
di un progetto dell’unione degli istituti culturali (Gemeinschaft
Europäischer
Kulturinstitute) di Berlino. Un estratto del racconto Undercover
a Madrid dello spagnolo Montalbán, autore di
romanzi polizieschi morto nel 2003, è stato "il
punto di partenza di un incontro al vertice della scena europea
del romanzo
poliziesco",
che avrebbe "eretto un monumento alla gloria del
collega spagnolo".
Montalbán lo avrebbe voluto… ?
I
racconti polizieschi non sono esattamente la mia tazza di tè,
senza contare che leggere 14 variazioni dello stesso delitto
non mi sembrava, a priori, una cosa molto avvincente. Ma
il libro è stato una piacevole sorpresa. Nella misura in
cui, durante la lettura, non ci si cura affatto di sapere se ci sarà un
delitto oppure no, in quanto le attese si concentrano più su
ciò che l’autore ha fatto di questa storia. Alcuni si
sono notevolmente allontanati dalle “origini” e si sono
presi parecchie libertà; e questa è precisamente la ragione
per la quale questo libro merita di essere letto. Le storie migliori
combinano un tono letterario con una vista d’insieme
di un paese lontana dagli stereotipi.
Come
ogni antologia, anche questa ha punti forti e altri deboli. Ci
sono alcuni testi che ho dimenticato appena richiuso
il
libro. Non
avrebbe quindi senso presentarli qui tutti quanti nei dettagli.
Cosa
mi è rimasto in mente?
Nel
racconto della tedesca Anne Chaplet, una donna umiliata osserva
con soddisfazione l’agonia della vittima, un
editore accusato di molestie sessuali e di ricatto.
La
storia ceca di Buhuslav Vnek-Úvalský, dal bel titolo
Una donna non si sbuccia come una banana mi ha ricordato certi film
impertinenti, spesso mirabolanti e frizzanti di immaginazione, che
un tempo mi avevano affascinato in televisione. C’è un
investigatore e c’è una storia, ed è tutto; il
resto, è un gran bazar.
La
variante italiana di Raul Montanari è una delle più impressionanti
Un racconto in “voice off” in cui la storia è commentata
in retrospettiva. Descrizione accattivante e un finale abile.
La storia dell’inglese Hugo Hamilton affascina, perché mantiene
solo un tenue legame con la storia di Montalbán (un investigatore
nell’ambiente letterario). Vi si racconta di diffidenza, di fallimento
dell’immaginazione e della moglie di uno scrittore. Non proprio
coerente, la vicenda ha il merito di essere osée.
Il
francese Jean-Bernard Pouy resta fedele a se stesso, ironico
e disinvolto. L’investigatore non è un poliziotto, ma un critico letterario
che, alla fine dell’indagine, non riporta le sue conclusioni
alla polizia (ci mancherebbe solo questo!). E la vittima non è per
nulla innocente, perché era un assassino di parole nella casa
editrice Larousse! Cos’è un assassino di parole?
Scopritelo da soli…
Il
testo finlandese di Outi Pakkanen: uno dei miei preferiti. Una
notte, « notte
d’arte », tra le 16,45 e le 00,05. Piove, una casa di legno,
del tango. Un uomo è seduto, solo, alla sua scrivania, una volta
era un poeta ispirato e ricoperto di elogi, oggi è una stella
già da tempo spenta. Nel cestino si accumulano fogli
di carta accartocciati, la bottiglia di vino si svuota, il
cellulare trilla…
Cos’altro?