Il giallo europeo nel mirino
n°2 Agosto-Settembre-Ottobre del 2005

 

Le ferie retribuite

 

Christian Ditfurth, Vaporetti bianchi

Salicina di Frieder Rörtgen, Delle vacanze diverse dalle altre

 


Vaporetti bianchi

Christian Ditfurth, scrittore
Traduzione dalla versione francese: Ottavia Marchiori

Tra le innumerevoli immagini che ho nella mente, ce ne sono due che risaltano in modo molto chiaro.
Una di queste mostra una imbarcazione, un battello a vapore completamente bianco, delle persone che si abbronzano al sole, di fronte al mare o sulle falesie dei fiordi norvegesi. Il vapore trasporta dei lavoratori tedeschi, ai quali il DAF (il fronte del lavoro tedesco) ha concesso di andare in vacanza.
Per la maggior parte di loro, è la prima volta e per di più all'estero. Il tutto è stato organizzato dal KDF (“la forza dalla gioia”), la più importante suddivisione del DAF che nel 1936 contava già 20.000 uffici.
Trentatré milioni di tedeschi, essenzialmente operai e piccoli impiegati, facevano questi grandi viaggi e mezzo milione di loro poteva addirittura – per quanto sembrasse incredibile - andare all'estero. Queste cifre dimostrano che non si trattava in nessun modo di una trovata della propaganda nazista. In tali avanzate, si poteva vedere la natura di questo regime che credeva di essere un nazional-socialismo (come scrive lo storico Aly Gotz). La DAF prendeva il posto dei sindacati indipendenti, ma non era un sindacato, bensì la cinghia di trasmissione dello NSDAP (il partito operaio nazional-socialista tedesco).
La seconda immagine è anch'essa quella di un vapore che trasporta dei vacanzieri al di là del mare, verso la Bulgaria o forse addirittura verso i Carabi. A bordo, operai e impiegati tedeschi si abbronzano oppure, appoggiati al bastingaggio, guardano il mare. Tutto questo grazie al servizio-vacanze dello FGBD (confederazione sindacale della RDA) che in realtà non era un sindacato bensì la cinghia di trasmissione della SED (partito socialista unificato dell' RDA). Per gli operai e gli impiegati della RDA, il servizio-vacanze era il servizio più importante dell' FDGB.
Il vaporetto dello FDGB è il “Fritz Heckert”, dal nome di un comunista tedesco che nel 1933 si rifugiò a Mosca, dove sorprendentemente morì di morte naturale nel 1936 (in realtà Stalin ha fatto uccidere più comunisti tedeschi di quanti non ne fece assassinare Hitler).
Il vaporetto del KDF è il “Wilhelm Gustloff”, dal nome del dirigente della sezione straniera del partito nazional-socialista in Svizzera. Come Heckert, Gustloff morì nel 1936, ma sotto i colpi esplosi a Davos, in Svizzera, da uno studente ebreo. Dopo la sua morte Heckert divenne il martire dei comunisti, Gustloff quello dei nazisti.

Gli storici non trattano allo stesso modo il nazional-socialismo e il socialismo della RDA. Ma devono evidentemente confrontare i due sistemi. Il paragone è la base della scienza. A volte esso rivela delle somiglianze sorprendenti.


Delle vacanze diverse dalle altre

Salicina di Frieder Rörtgen
Libraio e editore (associazione A)
Traduzione dalla versione francese: Ottavia Marchiori

Dopo un dislivello di 1.000 metri e dopo esserci inerpicati su di una cima decisamente impressionante, alta più di 3.000 metri, eccoci, sfiniti, di ritorno a Salicina. Dopo la doccia bisogna scegliere, dal nostro gruppo di dodici, tre persone per la cucina, una che vada a far legna, altre due per le incombenze domestiche. Due vengono dalla Svizzera, le altre dalla Germania, la maggior parte di loro ha più di 40 anni. C'è il falegname, il maestro di scuola, il contadino, l'assistente sociale o il disoccupato, un mix colorato. Tutti sono stati più o meno politicamente attivi, dai sessantottini e quelli dei movimenti alternativi degli anni Settanta, fino a quelli dei movimenti sociali degli anni Ottanta, alcuni sono ancora oggi attivi nei movimenti di aiuto ai rifugiati o nelle critiche alla globalizzazione.

Ma prima di tutto in questa settimana di escursioni alpine, ci sono evidentemente le scalate, dure, pericolose, che esigono molti sforzi. Per questo abbiamo le nostre guide di alta montagna che avevano cominciato con le scalate e le grandi passeggiate quando ancora si pensava, almeno in Germania, che tutto questo fosse roba da borghesi.

Salicina è, fin dagli anni Settanta, un luogo molto bello sulle montagne svizzere, proprio sul passaggio tra l'Alta Engadina e Bergeil – e così quasi in Italia – dove si possono passare delle vacanze in modo diverso dal solito.

In modo diverso, cioè, ci possono essere fino a 80 persone, fra cui, in occasione delle vacanze invernali ed estive, molti bambini; la cucina e i lavori domestici sono collettivi, il tutto ampiamente autogestito e con l'aiuto di 4 guardie dei rifugi.

Ci sono dormitori dai 4 ai 12 letti e in più questo luogo – con la biblioteca più meravigliosa che si possa immaginare – si presta in modo ideale a seminari ed incontri. Ci sono anche dei corsi di italiano e delle settimane di incontri sul turismo equo e sulle critiche alla globalizzazione.

Ed è proprio qui, penso, che dovremmo organizzare nei prossimi anni un seminario Europolar.


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