Il giallo europeo nel mirino

n°3 Novembre-Dicembre-Gennaio 2005/06

 

 

>> Letture

Fumo nero in Patagonia

"Patagonia chu chu"

Raúl Argemí

Algaida editores • 2005

Àlex Martín Escribà
Trad.: Alfredo Colitto

 

Dopo successi notevoli come Los muertos sempre pierden los zapatos e Penúltimo nombre de guerra, Raúl Argemí torna con un altro lavoro affascinante. Si tratta di Patagonia Chu Chu, un romanzo che ci trasporta in un viaggio ferroviario di quattrocento chilometri, nel profondo della Patagonia. Tutta l’azione si sviluppa a bordo di una vecchia locomotiva con tre vagoni e un carro merci, che non riesce a superare i cinquanta chilometri all’ora. A bordo salgono i personaggi di Argemí: un marinaio a terra, che si crede discendente di Butch Cassidy, e un macchinista disoccupato e sognatore, i quali vogliono liberare Beto, fratello del marinaio, che viene trasferito da una prigione a un’altra a bordo di quel treno. I protagonisti si vedranno coinvolti nella scoperta di un bottino insperato e dovranno entrare in rapporto con personaggi di tutti i tipi: un senatore testardo, che somiglia parecchio al presidente argentino Carlos Ménem, una donna sul punto di partorire, un poliziotto stravagante e una serie di turisti, tra i quali belle donne di varie nazionalità e macchinisti eccentrici. Tutta la narrazione costituisce una denuncia della realtà argentina, dove i sogni non si sono mai realizzati. Uno dei personaggi principali dice: “L’Argentina è come il Maitén1. Qui tutto ha un futuro, quello che non c’è è il presente.”

Patagonia Chu Chu è uno di quei romanzi che rappresenta un viaggio senza ritorno in un paese dove già non si trova più nulla, e dove solo la nostalgia è ormai una consolazione per la memoria. Si tratta di un romanzo difficile da catalogare, perché si serve di molti elementi. Le avventure dei personaggi, con dialoghi vibranti, agili, ironici e umoristici, si combinano con l’ambiente e la realtà di un paese che fa da sfondo sociale. Tutti questi ingranaggi assumono una classica tinta noir con la fatalità degli avvenimenti e la brutalità dell’azione. Ancora una volta, l’esperienza dello scrittore nel voler plasmare la realtà argentina nelle sue opere, fa di Patagonia Chu Chu un’opera di grande importanza, piena di significati e significanti e con un finale inaspettato e appassionante.

In definitiva, un romanzo molto consigliato e premiato che conferma ancora una volta la posizione di Raúl Argemí nel panorama del romanzo contemporaneo in genere e del noir in particolare.

1 Grande albero sudamericano dai fiori purpurei a campanella, le cui foglie sono usate come foraggio per i bovini e il cui legno duro è ottimo per costruire mobili. | retour |

 


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