Dopo
successi notevoli come Los muertos sempre pierden los
zapatos e Penúltimo
nombre de guerra, Raúl Argemí torna
con un altro lavoro affascinante. Si tratta di Patagonia
Chu Chu, un
romanzo che ci trasporta in un viaggio ferroviario di quattrocento
chilometri, nel profondo della Patagonia. Tutta l’azione si sviluppa
a bordo di una vecchia locomotiva con tre vagoni e un carro merci,
che non riesce a superare i cinquanta chilometri all’ora. A bordo
salgono i personaggi di Argemí: un marinaio a terra, che si
crede discendente di Butch Cassidy, e un macchinista disoccupato e
sognatore, i quali vogliono liberare Beto, fratello del marinaio, che
viene trasferito da una prigione a un’altra a bordo di quel treno.
I protagonisti si vedranno coinvolti nella scoperta di un bottino insperato
e dovranno entrare in rapporto con personaggi di tutti i tipi: un senatore
testardo, che somiglia parecchio al presidente argentino Carlos Ménem,
una donna sul punto di partorire, un poliziotto stravagante e una serie
di turisti, tra i quali belle donne di varie nazionalità e macchinisti
eccentrici. Tutta la narrazione costituisce una denuncia della realtà argentina,
dove i sogni non si sono mai realizzati. Uno dei personaggi principali
dice: “L’Argentina è come il Maitén1.
Qui tutto ha un futuro, quello che non c’è è il
presente.”
Patagonia
Chu Chu è uno di quei romanzi che rappresenta un viaggio
senza ritorno in un paese dove già non si trova più nulla,
e dove solo la nostalgia è ormai una consolazione per la memoria.
Si tratta di un romanzo difficile da catalogare, perché si serve
di molti elementi. Le avventure dei personaggi, con dialoghi vibranti,
agili, ironici e umoristici, si combinano con l’ambiente e la
realtà di un paese che fa da sfondo sociale. Tutti questi ingranaggi
assumono una classica tinta noir con la fatalità degli avvenimenti
e la brutalità dell’azione.
Ancora una volta, l’esperienza dello scrittore nel voler plasmare
la realtà argentina nelle sue opere, fa di Patagonia
Chu Chu un’opera di grande importanza, piena di significati e significanti
e con un finale inaspettato e appassionante.
In
definitiva, un romanzo molto consigliato e premiato che conferma
ancora una volta la posizione di Raúl Argemí nel
panorama del romanzo contemporaneo in genere e del noir in particolare.