Das Luxemburg-Komplott
Christian v. Ditfurth
Munich (Droemer Knaur) • 2005 • 384 p.
Elfriede Müller
Traduzione dalla versione francese di Ottavia Marchiori
Das
Luxemburg-Komplott si svolge in
Germania all'epoca della rivoluzione e della controrivoluzione,
in un momento in cui la vita di un uomo non vale granché.
Invece di far fallire la rivoluzione del 1918/19, Ditfurth la
fa trionfare. Ma si tratta di una vittoria di Pirro, a cui si
unisce un sofisticato complotto criminale.
Il Consiglio dei lavoratori e dei soldati
elegge al nuovo governo membri del KPD e dell' USP. Karl Liebknecht
propone la propria candidatura al Consiglio dei commissari del
popolo, Rosa Luxemburg riceve l'incarico dell'economia. Sebastian
Zacharias, il personaggio centrale del romanzo, al fianco di Rosa
Luxemburg, è un social-democratico fatto
prigioniero di guerra nella giovane Repubblica sovietica, dove diventa
un convinto comunista. Egli lavora per la Ceka e ben presto conosce
il prezzo di una rivoluzione vittoriosa. Su ordine di Lenin, Zacharias
rientra in Germania per sorvegliare Rosa Luxemburg e l'evoluzione
politica della rivoluzione. Dopo un attentato a Rosa Luxemburg nella
cancelleria del Reich, ne diventa la guardia del corpo e capo della
commissione d'inchiesta incaricata di scoprire gli autori dell'attentato.
La situazione è tesa. Dietro le quinte, l'esercito si prepara
ad intervenire. All'interno del KPD comincia una lotta tra due fazioni:
quella che non ha fiducia nella dinamica propria alla rivoluzione
e vuole imporre uno stretto controllo, prodromo dello stalinismo,
e quella che, con Rosa Luxemburg, opta per un socialismo democratico.
La vita di Zacharias è trascinata nella tormenta della società rivoluzionaria: "In
un giorno solo, per lui tutto era crollato. Se la polizia lo arrestasse
ancora una volta, la sua vita non sarebbe valsa molto. Egli dipendeva
ora da Jogiches e da Rosa. Ma non farebbero più niente per
lui se scoprissero la missione di cui Lenin l'aveva incaricato a
Mosca. Invece, se non adempisse al compito a lui attribuito, i Russi
potrebbero lasciarlo perdere o accusarlo di tradimento. Nel caso
in cui lo lascino stare, sarebbe alta la probabilità che la
polizia lo arresti, tanto più che anche gli spartachisti lo
lascerebbero perdere. Nella cucina del diavolo, si sentirebbe meglio.
E che ne era di Margarete? E di Sonja? Nella sua vita, nulla era
senza ambiguità" (p. 95).
Si trovano delle descrizioni eccezionali
dell'immediato dopo-guerra, la miseria, il militarismo, il paese
allo stremo. Ditfurth fa intervenire noti personaggi storici come
Radek, Ernst Reuter, Lenin o Wilhelm Pieck. La rivoluzione e il
complotto criminale sono strettamente connessi fino a che, da metà romanzo
in poi, il complotto ha la meglio e fa implacabilmente crollare
l'alternativa democratica della rivoluzione.