Il giallo europeo nel mirino

n°7 Novembre-Dicembre-Gennaio 2006/07

 

 

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Das Luxemburg-Komplott
Christian v. Ditfurth

Munich (Droemer Knaur) • 2005 • 384 p.

Elfriede Müller
Traduzione dalla versione francese di Ottavia Marchiori

 

Das Luxemburg-Komplott si svolge in Germania all'epoca della rivoluzione e della controrivoluzione, in un momento in cui la vita di un uomo non vale granché. Invece di far fallire la rivoluzione del 1918/19, Ditfurth la fa trionfare. Ma si tratta di una vittoria di Pirro, a cui si unisce un sofisticato complotto criminale.

Il Consiglio dei lavoratori e dei soldati elegge al nuovo governo membri del KPD e dell' USP. Karl Liebknecht propone la propria candidatura al Consiglio dei commissari del popolo, Rosa Luxemburg riceve l'incarico dell'economia. Sebastian Zacharias, il personaggio centrale del romanzo, al fianco di Rosa Luxemburg, è un social-democratico fatto prigioniero di guerra nella giovane Repubblica sovietica, dove diventa un convinto comunista. Egli lavora per la Ceka e ben presto conosce il prezzo di una rivoluzione vittoriosa. Su ordine di Lenin, Zacharias rientra in Germania per sorvegliare Rosa Luxemburg e l'evoluzione politica della rivoluzione. Dopo un attentato a Rosa Luxemburg nella cancelleria del Reich, ne diventa la guardia del corpo e capo della commissione d'inchiesta incaricata di scoprire gli autori dell'attentato. La situazione è tesa. Dietro le quinte, l'esercito si prepara ad intervenire. All'interno del KPD comincia una lotta tra due fazioni: quella che non ha fiducia nella dinamica propria alla rivoluzione e vuole imporre uno stretto controllo, prodromo dello stalinismo, e quella che, con Rosa Luxemburg, opta per un socialismo democratico.

La vita di Zacharias è trascinata nella tormenta della società rivoluzionaria: "In un giorno solo, per lui tutto era crollato. Se la polizia lo arrestasse ancora una volta, la sua vita non sarebbe valsa molto. Egli dipendeva ora da Jogiches e da Rosa. Ma non farebbero più niente per lui se scoprissero la missione di cui Lenin l'aveva incaricato a Mosca. Invece, se non adempisse al compito a lui attribuito, i Russi potrebbero lasciarlo perdere o accusarlo di tradimento. Nel caso in cui lo lascino stare, sarebbe alta la probabilità che la polizia lo arresti, tanto più che anche gli spartachisti lo lascerebbero perdere. Nella cucina del diavolo, si sentirebbe meglio. E che ne era di Margarete? E di Sonja? Nella sua vita, nulla era senza ambiguità" (p. 95).

Si trovano delle descrizioni eccezionali dell'immediato dopo-guerra, la miseria, il militarismo, il paese allo stremo. Ditfurth fa intervenire noti personaggi storici come Radek, Ernst Reuter, Lenin o Wilhelm Pieck. La rivoluzione e il complotto criminale sono strettamente connessi fino a che, da metà romanzo in poi, il complotto ha la meglio e fa implacabilmente crollare l'alternativa democratica della rivoluzione.


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