Il giallo europeo nel mirino

n°4 Febbraio-Marzo-Aprile del 2006

 

 

>> Letture

Hardboiled Blues
Raymond Chandler & Philip Marlowe

A cura di Gian Franco Orsi

Alacràn • 2005

Pasquale Pede

 

Ancora per i tipi del piccolo editore milanese un titolo di saggistica sulla letteratura poliziesca.

In genere si ritiene che perseverare sia diabolico, ma evidentemente la passione di Andrea Carlo Cappi, lo scrittore-sceneggiatore-operatore culturale che insieme al ‘complice’ Sandro Ossola organizza le scelte di catalogo, è tale da fargli sfidare le fiamme dell’inferno. Per parte nostra non possiamo che augurare fortuna alla sua tenacia, dato che il mercato editoriale italiano non sembra gradire fin qui i testi di informazione dedicati all’argomento.

Stavolta il succoso volume è dedicato interamente a un grande dell’hardboiled come Chandler e alla sua archetipica creatura, Philip Marlowe. Composto da una ventina di scritti di autori diversi che affrontano sotto varie angolature la figura dello scrittore di Chicago e quella del suo immortale detective, Hardboiled Blues è comunque responsabilità di Gian Franco Orsi, decano del giallo in Italia anche per aver diretto per anni la veneranda collana del Giallo Mondadori.

Personalmente guardiamo con riconoscenza a iniziative di questo tipo, vere mosche bianche nel nostro paese, tradizionalmente refrattario a trattare con rispetto la narrativa di genere, figuriamoci a farne oggetto di studio. Orsi stesso, pur essendo uno dei massimi esperti nostrani sull’argomento, confessa di aver dovuto attendere qualche anno perché un editore se la sentisse di sostenere questo progetto che egli coltivava da tempo. L’apparizione di libri del genere ci segnala che forse i tempi stanno cambiando: incrociamo le dita e speriamo bene (sembra di prossima uscita anche un testo su Dashiell Hammett, di cui riferiremo a tempo debito).

Ma veniamo adesso al lavoro di Orsi & Co.

Il volume ha un taglio divulgativo, prediligendo l’obiettivo di informare il lettore sulla vita e l’opera di Chandler, nonché sui suoi numerosi derivati cinematografici e televisivi. Adotta quindi un’impostazione leggera, senza pedanterie accademiche ma ricca di dati e di curiosità su tutto ciò che concerne Marlowe e il suo creatore.

Il drappello radunato da Orsi per realizzare il progetto comprende nomi ben noti del giallo italiano: autori come Sergio Altieri e Andrea G. Pinketts, esperti come Pike Borsa, il già citato Cappi, Giuseppe Lippi, Lia Volpatti, Carlo Oliva e Renato Barbolini. Il curatore poi si ritaglia una cospicua fetta di spazio scrivendo parecchi capitoli. I testi sono tutti inediti.
Del “gentleman di California” i vari scritti, dopo aver delineato la cronologia della vita di Chandler, prendono in esame svariati aspetti che caratterizzarono la sua esistenza, senza disdegnarne il lato aneddotico: l’appassionato rapporto con la moglie Cissy, ma anche quello con la non meno amata gatta persiana Taki. L’ambivalenza verso la narrativa poliziesca che percorre i suoi scritti teorici e la sua vocazione (ne sono esempi la ferocia con cui ne demoliva i luoghi comuni o ne stroncava mostri sacri come Agatha Christie o S.S. Van Dine, di contro la tenacia con cui difendeva e perseguiva la possibilità di forgiare la grezza materia dei pulps per farne letteratura tout court). I tormentati rapporti col cinema e con Hollywood, non diversamente da quel che accadde a tanti altri scrittori americani prima di lui. Guidati da Orsi e da Otto Penzler percorriamo le strade di Los Angeles alla ricerca dei luoghi immortalati nei suoi libri e di ciò che ne resta al giorno d’oggi. Vengono poi passati in rassegna i personaggi che nei racconti precedettero il Marlowe definitivo – i vari Dalmas, Mallory etc. – nonchè le figure femminili che incontra nelle sue inchieste; viene anche analizzata in dettaglio la celebre opera di “cannibalizzazione” mediante la quale Chandler sfruttava le idee dei racconti precedenti per elaborare i romanzi. Un particolare rilievo viene poi dato alle vicissitudini dello scrittore a Hollywood: i rapporti conflittuali con registi del calibro di Wilder e Hitchckok, il disprezzo del letterato per la volgarità e il cinismo dell’ambiente del cinema, i film da lui sceneggiati e le molteplici versioni per il grande schermo dei suoi romanzi. A completare il materiale informativo abbiamo infine una rassegna delle versioni televisive dei suoi lavori e una bibliografia esaustiva della sua opera, compresi i romanzi apocrifi o quelli in cui lo scrittore compare come personaggio. Andrea G. Pinketts, il noto autore di noir surreali, propone infine un originale parallelo fra il mondo di Chandler e quello del contemporaneo James Ellroy.

Fin qui i contributi originali, che nell’insieme forniscono un ritratto sfaccettato ma completo dell’autore e del suo personaggio. Soprattutto apprezzabile è la ricchezza ed esattezza delle informazioni assemblate, da cui risulta un utile libro di riferimento per chi voglia orientarsi nella materia.
Il volume poi è arricchito da due testi originali di Chandler stesso e da altri due, tratti da romanzi, che lo vedono comparire come personaggio.
I primi sono la parte finale della sceneggiatura che Chandler scrisse per il famoso film noir di Billy Wilder La fiamma del peccato, dal romanzo di J.M. Cain e un sarcastico scritto su La notte degli Oscar finora inedito. I secondi sono tratti da due romanzi che rendono tributo al mondo dello scrittore: La strada di mattoni gialli, di Stuart M. Kaminsky, un’avventura di Toby Peters, lo scalcagnato detective creato dalla sua penna, che in quest’inchiesta vede come comprimario il celebre scrittore, e Dieci per cento di vita, scritto dall’uruguaiano Hiber Conteris nel 1985 come esplicito omaggio al mondo chandleriano, in cui addirittura lo scrittore e Marlowe collaborano ad un’indagine. Ambedue i romanzi erano apparsi in origine nel Giallo Mondadori.
Come si vede da questa panoramica il volume è molto vario, ricco e stimolante.

L’unico appunto che potremmo eventualmente muovergli è che, trattandosi in assoluto del primo libro apparso nel nostro paese su un classico dell’hardboiled della levatura di Chandler, gli autori non abbiano aggiunto per l’occasione qualche capitolo che approfondisse maggiormente sul piano critico un’opera letteraria così importante.
Possiamo ipotizzare che lo avrebbero fatto ben volentieri, ma che si sia ritenuto che in tal modo il libro sarebbe risultato indigesto per un mercato come il nostro che, come abbiamo visto, non sembra nutrire grande interesse per opere di questo tipo.

 


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