Il giallo europeo nel mirino

n°6 Agosto-Settembre- Ottobre del 2006

 

 

Gialli proibiti
Sesso e violenza in edicola

Giuseppe Lippi

Con la partecipazione di:

FBI Narratori americani del brivido
Gialli dell'amore
Gialli dello schedario
Gialli Eros
Gialli proibiti Longanesi
Giallo chiave
Giallo selezione
Giallosexy
I gialli del buco I gialli del cerchio rosso
I gialli vietati, ecc.

 

Capitolo i

Requiem per una bionda

I gialli con elementi erotici degli anni Cinquanta e Sessanta non sono un'invenzione italiana, ma rappresentano il tentativo di importare sul nostro mercato la formula editoriale del “paperback original” americano. Il tentativo è stato fatto a livelli sublimi, come nel caso dei Gialli proibiti Longanesi rilegati in Linson (500 lire), e a livelli più modesti, fino a toccare il fondo dei fascicoli pecorecci. Il grande canale di vendita è ancora l'edicola, non la libreria. Si tratta, in sostanza, di romanzi tradotti dall'inglese in cui il sesso rappresenta un ingrediente tipico della rivoluzione dei costumi nel dopoguerra. Se il genere hardboiled di Hammett, Chandler e i loro epigoni degli anni Trenta conteneva relativamente poco sesso, negli anni Cinquanta i libri di Mickey Spillane e di quasi tutti gli epigoni puntano su una maggior sollecitazione sessuale come parte del mito poliziesco che si rinnova. Da una parte l'investigatore – voyeur professionale – si immagina amato da tutte le donne, che passa in rassegna come in un catalogo dongiovanneo ( …ma a San Diego son già mille e tre… ); dall'altra il ruolo fondamentale della dark lady, l'ambigua e a volte tormentata antagonista, è ricalcato su quello di Salomè, la belle dame sans merci che seduce pericolosamente. Le copertine dei tascabili investono a piene mani nel fenomeno, più ancora della corrispondente cartellonistica cinematografica. Sulla scia della narrativa gialla importata, si affermano alcune imitazioni italiane come quelle edite da ERP, Editrice Romana Periodici. Le copertine dei Gialli dello schedario e dei Narratori americani del brivido sono tra le più spinte, ma i romanzi fatti in casa sono un prodotto ancora immaturo e derivativo.

 

Capitolo ii

La legge del male

In realtà, il contributo più originale al thriller erotico – e anzi l'invenzione di quel genere, che forse spetta proprio al nostro paese – verrà dall'Italia più tardi, grazie ad altri media: fumetti e cinema. Certo è tutta un'altra storia, ma è opportuno accennarla almeno di sfuggita. Nella prima metà degli anni Sessanta il filone è inaugurato dagli albi neri di Kriminal, Satanik, Sadik, Killing, Demoniak, Misterix, ecc. presto ribattezzati “gialli”; mentre qualche anno dopo seguiranno i fumetti scritti e editi da Renzo Barbieri, alcuni dei quali a sfondo thriller ( Goldrake l'agente playboy). In tutti l'elemento erotico è fondamentale, quando non semplicemente delirante: a questo proposito è interessante segnalare, come derivazione dei fumetti, i fotoromanzi erotici da Killing e Supersex, che già preludono al cinema nero. E infatti la successiva tappa sarà rappresentata dai film del terrore-voyeur firmati da Mario Bava, Dario Argento e i loro seguaci. Tanta fortuna avranno questi prodotti all'estero che oggi la parola italiana “giallo” designa, in inglese, i drammi scellerati diretti da Umberto Lenzi, lo stesso Argento, Lucio Fulci, Fernando Di Leo, ecc.

La parabola italiana del thriller erotico si chiude, per il momento, con la scuola degli “ultimi eroi” ospitati dal mensile mondadoriano “Segretissimo” a partire dalla seconda metà degli anni Novanta: storie a cavallo tra l'avventura, lo spionaggio e il thriller e che, in alcuni casi, abbondano in scene erotiche à la Gérard de Villiers. Ma qui il discorso si fa diverso, contenutisticamente e non solo. Bisognerà riparlarne.

 

Capitolo iii

Spogliarello mortale

Cinquant'anni fa tutto questo era di là da venire. I gialli erano venduti principalmente in edicola: molti appassionati attuali non se ne ricordano affatto, eppure è solo ieri. Le mode, in editoria, cambiano con la velocità di una raffica di mitra e sono altrettanto letali. Le vecchie formule rotolano sull'asfalto come cadaveri, le collane di una volta finiscono nel gutter, il rigagnolo che scorre sotto il marciapiede. Ma il radicale cambiamento nelle nostre abitudini di lettura non è sempre determinato da una new wave stilistica: anzi, il più delle volte è una conseguenza delle decisioni di mercato. A lungo i thriller sono stati venduti nei chioschi, a prezzo economicissimo; oggi sono venduti perlopiù in libreria, a prezzi cinque o sei volte più alti. L'attuale voga del romanzo d'avventure rilegato si deve a una gigantesca operazione commerciale che ha detronizzato il “paperback original” come luogo naturale del thriller e ha creato il libro-evento, il romanzo-sensazione che vende molto anche a 18 euro.

Questo scossone ha prodotto una serie di conseguenze letterarie. Pur rimanendo l'erede della prosa popolare – che nel caso specifico consiste in un abuso dello stile hemingwayano – il thriller sfoggia ormai tutta una serie di ambizioni. La durata è sensibilmente aumentata (da 300 a 500 pagine contro le 160-200 dei classici), le scene d'amore sono state adattate all'era post–pornografica, il linguaggio volgare è stato codificato, le situazioni estreme, qualunque cosa significhi, sono state legalizzate. La violenza, imitando il cinema e i fumetti, ha avuto il verde in tutta una serie di scene aberranti che un tempo nessun editor di mystery avrebbe potuto consentire.

Ma la cosa più importante è che il genere è “uscito dal ghetto”. E uscendo dal ghetto ha dovuto rinunciare ad alcune delle sue caratteristiche più smaccate, come un certo sessismo, il segregazionismo razziale, la purezza dell'odio per il diverso che un tempo lo caratterizzavano fieramente. Altre idiosincrasie, ugualmente smaccate, hanno sostituito le prime: ma intanto, per dirne una, è scomparso lo sguardo “al maschile” con cui veniva affrontato il sesso nel giallo, e su cui vivevano alcune delle collane che ricordiamo qui. La liberazione femminile degli anni Settanta è stata un fenomeno decisivo, in questo senso: col cambiare dei tempi alcune decine di migliaia di lettori sono rimasti orbi di romanzi come Morta era bella, Pantera bionda, Ragazza tabù e altre delizie dello stesso tipo, che per un po' avevano rappresentato un fenomeno tutt'altro che marginale dentro la formula noir.

Mentre in libreria furoreggiavano i romanzi storici, ameni o civili, le edicole del dopoguerra rigurgitavano di libri polizieschi. Perlopiù brossurati, raramente rilegati in cartone o in materiali duraturi (principale eccezione i gialli Longanesi, su cui torneremo più avanti), erano venduti a un prezzo che oscillava fra le 150 e le 500 lire. Benché figure come la dark lady, la femme fatale e l'investigatore privato affetto da satiriasi fossero elementi comuni a gran parte di quella sterminata produzione, vi erano collezioni che spiccavano per la loro dedizione alla coppia sesso–violenza. Queste collane sono, in ordine di valore voyeuristico: Giallo chiave , la serie che ha il merito di aver introdotto la doppia copertina nell'editoria poliziesca italiana; I gialli dello schedario e FBI Narratori americani del brivido con le copertine audaci e focose di Caroselli (primo esempio di arte tridimensionale trent'anni prima della grafica computerizzata); i Gialli proibiti Longanesi, che del sesso avevano fatto la loro bandiera fin dalle copertine fotografiche e dall'inserto finale con le pin-up; i fascicoli di Giallo selezione, rivista che oltre ad alcune copertine spinte conteneva parecchie donne disegnate al tratto e stampate in due colori nelle pagine interne. E ancora, alcuni volumi della Serie gialla Garzanti , la cui sovraccoperta era festonata dalle ragazze disegnate da Carlo Jacono; i rari fascicoli osé del Giallo Mondadori (sempre grazie alle donne scollacciate e/o decollate di Jacono) e le migliori cover dei Gialli Ponzoni e della serie Giallissimo edita dalla Tribuna di Piacenza. Ponzoni era lo stesso editore della popolare collana fantascientifica I romanzi del cosmo , mentre La Tribuna è la storica editrice di Galaxy e Galassia: le loro non erano collane sexy, ma nelle copertine affidate a Carlo Jacono rivelano buon gusto e… buone misure femminili.

Il pubblico di queste collezioni era in gran parte maschile, anche se non bisogna essere categorici. Ho personalmente raccolto le confessioni di mia moglie Sebastiana e di sua cugina che hanno letto, per anni, ogni tipo di gialli, compresi quelli con la copertina scollacciata e moltissimi numeri del “Segretissimo” di Carlo Jacono, quando ogni cerchio era riempito da una ragazza spogliata. Il che c'insegna che le lettrici amanti dell'azione amano con il nostro stesso fervore il sesso in quanto azione per antonomasia. Se sublimato, come spesso avveniva in quei thriller popolari, riusciva ancora più gradito per la sua pruriginosa amabilità.

Il numero 1 di Giallo chiave, edito dalle Edizioni Vita di Roma, contiene il seguente manifesto editoriale: “Scrittori esemplari ed altri validi autori, nuovi o quasi per l'Italia, saranno via via presentati ai lettori di Giallosexy e Giallo chiave in ottime traduzioni ed elegante veste tipografica. Le due collane, rinnovando su un piano attuale una tradizione che si riallaccia a grandi scrittori quali Doyle e Poe, vogliono offrire al pubblico degli appassionati un panorama spregiudicato del mondo in cui viviamo, caratterizzato in gran parte da sesso, violenza, avidità, alienazione, indici di un costume condizionato dalla insicurezza, la paura e la crudeltà degli istinti”. Per stuzzicare il lettore ecco la trovata della copertina-spioncino, il buco della serratura di carta attraverso il quale compare metà di una bella donna discinta. Quando si alza la mascherina, il disegno della ragazza appare completo e in quadricromia.

L'opportunità offerta dai gialli “liberati” del dopoguerra è quella di esplorare il mondo sordido del delitto e dell'avventura, ma anche dell'eros perduto: residui di passione nella cosiddetta società permissiva. Con la fine della Seconda guerra mondiale sono andati in pensione gli ultimi strascichi del vittorianesimo (anche se non del cattolicesimo); chi è “liberal” se ne compiace, chi è moralista ha sempre pronta la scusa dell'alienazione. Così tutti o quasi tutti i lettori e le lettrici sono contenti, persino nell'Italia democristiana. Questa formula editoriale non verrà più meno: i thriller milionari di oggi seguono, sia pure in una situazione sociale tanto cambiata, la stessa lezione. La differenza è che, invece di cantare le gesta degli ultimi individui in una società sempre più indifferente e commercializzata, essi suggeriscono le cupe angosce di funzionari-ingranaggio che non pensano più di sottrarsi al sistema e neppure lo vogliono, ma sognano di salire a un livello maggiore, guadagnare più denaro, diventare una scheggia più importante dell'organismo cui appartengono (la polizia, il sindacato del crimine, uno studio legale o una multinazionale). Il maggiore successo sessuale del funzionario dipende dal suo maggior successo economico.

 

Capitolo iv

Ogni volume una seduzione

L'investigatore povero, l'avvocato solo, il poliziotto dilettante e dalla psicologia fragile, quasi adolescenziale, sono scomparsi dal giallo perché sono scomparsi da sotto i riflettori del sistema, e ormai noi vediamo solo quello che i fasci al neon vogliono farci vedere. Restano, sebbene non più definiti da etichette esistenziali, il sesso più o meno affrancato, l'amore più o meno contrabbandato, e con esso la droga, la prostituzione, quello che una volta si chiamava il crimine passionale e che oggi, in mancanza di passioni, si chiama genericamente mass murder , omicidio in serie. Nei thriller psicopatici tanto apprezzati dal pubblico attuale il nero vince e il sesso diventa spesso aberrante, malato; per spiegare le motivazioni del serial killer di turno occorrono fior di specialisti e solo l'anatomo-patologo sarà in grado di capire in che razza di posizione abbiano fatto l'amore l'assassino e la sua vittima. E' l'eros in una civiltà spersonalizzata, e tra i “buoni” le cose non vanno molto meglio. Più che desiderio è competizione, uno sport arrivistico, volgare e parolaio.

Se il panorama attuale sembra essere quello del sesso consumistico per antonomasia, dove non c'è pelo che si rizzi spontaneamente (neanche per la paura), bisogna ammettere che nei vecchi gialli da edicola predominano, sia pure con violenza, istinti più vitali; è la giovinezza che scopre, contemporaneamente, il piacere e il pericolo (e solo nei cupi noir di Goodis, Thompson e Day Keene il secondo prevale sul primo). Le situazioni erotiche non alludono tanto all'alienazione o alla degradazione degli istinti, quanto a quel genere di pruriti del tutto consueti, e giovanili, che il cosiddetto full-blooded man americano prova prima di essersi fidanzato o di aver sposato la sua ragazza. Nei desideri del giallo c'è un che di sublime, o meglio sublimato: il voyeurismo è forte, lo sfioramento eccitante, il corteggiamento infuocato; emozioni che in una società liberata da tutto non è più possibile contrabbandare.

A riprova della natura voluttuosa e non solo parolaia del giallo-eros, sentite quanto è sensuale questa descrizione dei materiali con cui è fatto un Giallo proibito Longanesi, descrizione che appariva sulla quarta di copertina di ogni volume degli anni Sessanta:

“Il vostro Giallo proibito non è un opuscolo, non è un fascicolo o un libretto: è un volume degno di figurare nella vostra biblioteca perché non si può ‘buttar via', perché si può rileggere e perché è il meglio che l'industria italiana può offrirvi. La carta è ad alto contenuto di cellulosa, gli inchiostri, ad assorbimento rapido, non sporcano, non macchiano, non riflettono dannosamente la luce. Il vostro Giallo proibito è composto in Baskerville, un carattere moderno, che riunisce perfettamente le doti di robustezza ed eleganza. Anche se il volume supera il numero medio di pagine, il carattere è sempre fuso su dodici punti. Questo corpo, assieme alla sfumatura avoriata della carta, con l'abbondanza della marginatura della pagina, consente all'occhio più affaticato un'agevole lettura sotto qualsiasi tipo di luce. Il Giallo proibito, anche quando raggiunge le tirature più avanzate, non viene mai stampato su macchine rotative, ma nelle macchine piane più moderne, per garantire alta nitidezza all'impressione dei caratteri. Cucito a pieni punti di filo di cotone, esso è rilegato in materiale Linson, ad alta resistenza, composto di lunghe fibre di corda Manilla, tinte in pasta. Il dorso della copertina viene arrotondato su macchina a due morsi, ha la centina regolare, un rinforzo duplice di garza fissato da collanti elastici. Esso è munito di eleganti capitelli gialli in testa e al piede. Le diciture sono ottenute mediante stampi su bronzo incisi a mano e impressi a caldo su pellicola di acetato pigmentato di giallo indelebile. La sovracoperta,, riprodotta da ‘ektachromes' eseguite da fotografi specializzati, dopo la stampa dei colori (mai meno di quattro) viene laminata con un alto spessore di pellicola trasparente, resistente al calore, agli acidi, non infiammabile e lavabile”.

Chi potrebbe resistere? Adesso sì, Mr. Poe, che sappiamo “quale canzone cantassero le sirene”. Questa sensualità da tipografo lombardo, questo eros trasferito altrove e tuttavia orgoglioso e artigianale, ha rappresentato l'ultimo tentativo di resistere all'appiattimento dei costumi. La noia è vinta! proclamava lo slogan di un'altra fortunata serie Longanesi, Suspense . Poi il mitra ha cantato, la catena di montaggio ha macinato la bottega del tipografo e i reazionari hanno cominciato a piangere perché all'orizzonte si profilava l'era dei libri non più cuciti ma incollati.

Quelli sì senza pudore, altro che sesso pruriginoso.

In Italia il tascabile di massa non è decollato fino al 1965, e anche allora solo a livello di letteratura mainstream , raramente di genere. I libri con la copertina sexy e le storie infuocate di crimine e passione hanno tentato di precorrere i tempi e hanno cercato di farlo artigianalmente, con un preciso gusto editoriale. Furono il segno di un'epoca: la prolifica era del baby boom e della guerra fredda, in cui tutti avevano paura e facevano bambini perché il fallout non era ancora ricaduto.


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