Fin
dal primo giorno, Fred Vargas sostiene, insieme ad altri autori
di polar,
la causa di Cesare Battisti, perché possa avere il diritto
di difendersi in un nuovo processo che gli viene rifiutato. Nonostante
questo notevole impegno, Fred Vargas ha appena pubblicato Dans
les bois éternels, (trad. italiana Nei boschi
eterni, Einaudi, 2006), un romanzo di 442 pagine. La scrittrice
tratta qui, alla maniera del teatro antico, della vendetta, che
non si cancella con il tempo e i cui conti non sono tornati, e
dell'amore, certamente eterno e che non si può dividere
con un altro. I romanzi della Vargas si leggono come dei racconti.
Perciò non
si deve rivelare nulla in anticipo. Sappiate tuttavia che intorno
al commissario «Spalatore di nuvole», si trovano, per
fare buon peso, un'assassina armata di siringa, un medico legale
che Adamsberg ha intenzione di portarsi a letto, una squadra di
poliziotti con cui Sarkozy non vorrebbe avere niente a che fare
a nessun costo, poiché ben
salda intorno al suo capo, e fra loro un tenente che si esprime
in versi alessandrini (« Procederò più sicuro
se avanzo senza fretta, Non esiste lotta che la premura non rovini »),
dei nuovi amici in Normandia, dei cervi cui sono state segate le
corna e cui è stato strappato il cuore, delle vergini visitate
nelle loro bare, il « De Sanctis reliquis », opera
famosa soprattutto nella sua edizione del 1663, ossa di grugno
di maiale, eccetera. L'insieme è condito
in salsa Vargas poiché come in ogni buona cucina, ciò che
conta è la qualità degli ingredienti. In Dans les
bois éternels
, sono numerosi: scrittura curata, fine, delicata, humour in punta
di fioretto, dialoghi sorprendenti e divertenti, tenerezza e poesia.
Stavo dimenticando di parlarvi della recente paternità di
Adamsberg. Per far addormentare suo figlio, il piccolo Tom, gli
legge un'opera di quattrocento pagine sull'architettura pirenaica
intitolata: Costruire nel Béarn – Tecniche tradizionali
dei secoli XII e XIX. Così il
bambino ricorderà l'interesse della « doppia necessità compensatoria,
generata dalla scarsità del materiale e la debolezza della
malta pulverulenta ». Vi siete già addormentati?
Anche Tom. A proposito, sapete che il cuore dei cervi possiede
un osso?
* Nei boschi eterni, Einaudi,
2006