Il giallo europeo nel mirino

n°7 Novembre-Dicembre-Gennaio 2006/07

 

 

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Al signor Okuba Kentaro

Moez Lahmédi
Trad.: Giuseppina La Ciura

« E' importante essere l'accusato. Ed io ho qualcosa da dire. »
Albert Camus. “Lo straniero” capitolo 4

 

Vorrei precisare al signor Okuba Kentaro che nel mio articolo sull'intertestualità poliziesca (L'intertestualità poliziesca: specificità e poste in gioco), il mio intento non era affatto quello di ridurre il romanzo poliziesco ad un semplice gioco intertestuale. La mia prima preoccupazione era, come indica chiaramente il titolo dell'articolo, di mettere in luce le funzioni e le poste in gioco della connessione intertestuale nel romanzo poliziesco. Io mi sono dunque interessato ad un solo aspetto della narrazione poliziesca. In altri articoli, ho provato a mettere in evidenza altri aspetti ed altre specificità del sintagma narrativo poliziesco. In La scacchiera testuale: strategia e tattica della letteratura poliziesca per esempio (articolo pubblicato nel numero quarto di Europolar), la mia attenzione si è portata sul valore romanzesco del gioco degli scacchi nella letteratura poliziesca. Incolparmi ,dunque, di volere “ ridurre la scrittura del romanzo poliziesco al gioco dell'intertestualità” mi sembra dipendere da un certo fanatismo intellettuale. Il signor Kentaro non ha forse letto o visto (io lo ringrazio in ogni caso per il suo tentativo di togliere “la paglia” che si trova nel mio occhio) il passaggio nel quale ho insistito sull'idea che “ il lavoro intertestuale è uno degli elementi fondanti e definitori della scrittura poliziesca” Questa stessa frase rivela che, per me, il piacere intertestuale non è l'unico piacere che il lettore può trarre dalla lettura di un Giallo. Nel testo poliziesco, i luoghi strategici (sessuati) e le fonti del piacere sono diversi e variati.

Secondo punto: il signor Kentaro mi accusa di non avere alcun metodo o alcun “ metodo rigoroso” d'indagine mentre, all'inizio della sua requisitoria, lui stesso ammette che il mio lavoro si inscrive nella silloge della teoria o della dottrina scritturiale di Eco.

Ultimo Punto: il signor Okuba mi colloca tra i ricercatori che eccellono nell'arte di uccidere il piacere del testo letterario.

L'articolo seguente (Il Giallo o del genere che affascina) gli proverà forse il contrario. Io ho gustato il piacere intertestuale, il piacere ipertestuale,il piacere meta-testuale, il piacere del titolo, il piacere epigrafico, il piacere dell'incipit, il piacere della chiusura, il piacere ermeneutico, il piacere stilistico, il piacere della lettura silenziosa, il piacere della lettura magisteriale, il piacere della lettura in classe, il piacere “di non leggere niente” e sono sempre alla ricerca di piaceri testuali differenti.


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