Amara Lakhous, è nato in Algeria nel
1970, dove si è laureato in filosofia presso l'università di
Algeri; in seguito è venuta la laurea in antropologia culturale
alla Sapienza di Roma, città dove vive dal 1995. Lavora
come giornalista professionista presso l'agenzia stampa Adnkronos
International, nel 2003 ha pubblicato in arabo Come
farti allattare dalla lupa senza che ti morda (ed. Al-ikhtilaf, Algeri 2003), lo stesso
romanzo, riscritto in italiano, in seguito è diventato Scontro
di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio.
Per
risolvere un caso di omicidio un buon investigatore sa che è essenziale
un presupposto: farsi un'opinione il più possibile priva
di preconcetti e non affezionarsi a un'unica possibilità di
soluzione, senza avere la capacità e l'intelligenza di vagliare
anche altre eventualità.
Questo non vuole dire condurre
un'inchiesta piena di incertezze e dubbi, ma sapere che le strade
da percorrere per arrivare alla verità possono essere anche
le più improbabili.
Lo scenario del romanzo
di Lakhous è un
condominio di piazza Vittorio a Roma, dove avviene l'omicidio
di uno degli inquilini dello stabile, abitato da stranieri e italiani
di varie regioni.
Rappresentativo è il luogo dove
viene ammazzato l'uomo: l'ascensore del condominio, causa frequente
di liti tra i condomini e la portinaia. Chi è sospettato
di avere commesso l'omicidio è uno
degli abitanti del palazzo.
E' un romanzo polifonico dove i personaggi,
di varia nazionalità e
tutti ugualmente protagonisti, danno una propria spiegazione del
delitto partendo dal loro modo di vedere e interpretare gli avvenimenti,
che coincide con la propria cultura.
L'autore, intitolando
ogni capitolo “La
verità di” seguito
dal nome del protagonista che si narra, vuole rappresentare che
la realtà, per essere compresa nella sua pienezza, necessita
della capacità di vagliare lontano dagli schemi.