Manon Lizieux è una giovane donna di
ventisei anni come ce ne sono tante. Un compagno, delle giornate di
lavoro molto piene e un appartamento, grazioso, ma un po' piccolo per
accogliere un bambino. E di bambini, giustamente, Manon ne vorrebbe
uno. Ma la piccola creatura si fa attendere e la sua mancanza incomincia
a minare la sua relazione con Théo. In quel periodo, il loro
condominio è sconvolto
dall'arrivo di un nuovo inquilino, Nino Darmont. Il vecchio uomo
solitario divora Manon con gli occhi fin dal primo sguardo, cosa
che lei detesta. Thèo, che non ha mai conosciuto suo padre,
prende immediatamente in simpatia quel vicino e, a poco a poco, si
instaurano tra loro dei riti, come quello del quarto d'ora quotidiano
di chiacchiere di fine giornata attorno ad un bicchiere di Porto.
Quelle visite dispiacciono a Manon, ma mettere il vecchio alla porta
provocherebbe immancabilmente un'ennesima scenata con Théo.
Una sera in cui l'atmosfera è da temporale imminente, il vecchio
si presenta una volta ancora. Manon sbatte la porta per impedire
l'intrusione e gli frattura la caviglia. Eccola quindi costretta
ad accogliere Darmont, handicappato, nel suo appartamento, Darmont
con i suoi risvegli notturni e i suoi pasti speciali a causa della
dentiera che fa i capricci...
Dopo un'ennesima discussione, in parte
provocata da Darmont, Théo
va via sbattendo la porta. Manon, esasperata, strapazza Darmont che,zoppicando,
se ne va a sua volta, promettendole di ritornare con una bella sorpresa.
Alcune ore più tardi, alcuni poliziotti vengono ad annunciare
a Manon la morte di sua madre. Un incidente di macchina in compagnia
di un uomo difficile da identificare. Tra gli effetti personali della
defunta, Manon scopre un gioiello che Darmont sfoggiava sempre al
risvolto della giacca. Quale rapporto esiste tra sua madre e l'invadente
vicino? La risposta è seppellita sotto tre generazioni di
silenzi, di crimini e di menzogne...
In questo quarto romanzo dell' autrice belga,
ritroviamo i suoi temi preferiti: la coppia, la famiglia, la maternità.
Le donne vi tengono, ancora una volta, il terribile ruolo di coloro che
danno la vita e la morte nel loro ambiente, figli e compagni. La narrazione
si svolge tra i diversi protagonisti del romanzo che prendono la parola
uno alla volta sotto differenti forme, racconto,diario, lettera. Questi
capitoli corti e vari danno all'insieme una certa irrequietezza in
cui ogni digressione è bandita. Una lettura che distrae e che
piacerà agli amanti dei thriller psicologici.
* Una traduzione possibile è “L'eco
della Morte”