Il giallo europeo nel mirino

n°6 Agosto-Settembre-Ottobre del 2006

 

 

>> Letture

La mort en écho*
Barbara Abel

Le masque • 2006

Sophie Colpaert
Traduzione: Giuseppina la Ciura

 

Manon Lizieux è una giovane donna di ventisei anni come ce ne sono tante. Un compagno, delle giornate di lavoro molto piene e un appartamento, grazioso, ma un po' piccolo per accogliere un bambino. E di bambini, giustamente, Manon ne vorrebbe uno. Ma la piccola creatura si fa attendere e la sua mancanza incomincia a minare la sua relazione con Théo. In quel periodo, il loro condominio è sconvolto dall'arrivo di un nuovo inquilino, Nino Darmont. Il vecchio uomo solitario divora Manon con gli occhi fin dal primo sguardo, cosa che lei detesta. Thèo, che non ha mai conosciuto suo padre, prende immediatamente in simpatia quel vicino e, a poco a poco, si instaurano tra loro dei riti, come quello del quarto d'ora quotidiano di chiacchiere di fine giornata attorno ad un bicchiere di Porto. Quelle visite dispiacciono a Manon, ma mettere il vecchio alla porta provocherebbe immancabilmente un'ennesima scenata con Théo. Una sera in cui l'atmosfera è da temporale imminente, il vecchio si presenta una volta ancora. Manon sbatte la porta per impedire l'intrusione e gli frattura la caviglia. Eccola quindi costretta ad accogliere Darmont, handicappato, nel suo appartamento, Darmont con i suoi risvegli notturni e i suoi pasti speciali a causa della dentiera che fa i capricci...

Dopo un'ennesima discussione, in parte provocata da Darmont, Théo va via sbattendo la porta. Manon, esasperata, strapazza Darmont che,zoppicando, se ne va a sua volta, promettendole di ritornare con una bella sorpresa. Alcune ore più tardi, alcuni poliziotti vengono ad annunciare a Manon la morte di sua madre. Un incidente di macchina in compagnia di un uomo difficile da identificare. Tra gli effetti personali della defunta, Manon scopre un gioiello che Darmont sfoggiava sempre al risvolto della giacca. Quale rapporto esiste tra sua madre e l'invadente vicino? La risposta è seppellita sotto tre generazioni di silenzi, di crimini e di menzogne...

In questo quarto romanzo dell' autrice belga, ritroviamo i suoi temi preferiti: la coppia, la famiglia, la maternità. Le donne vi tengono, ancora una volta, il terribile ruolo di coloro che danno la vita e la morte nel loro ambiente, figli e compagni. La narrazione si svolge tra i diversi protagonisti del romanzo che prendono la parola uno alla volta sotto differenti forme, racconto,diario, lettera. Questi capitoli corti e vari danno all'insieme una certa irrequietezza in cui ogni digressione è bandita. Una lettura che distrae e che piacerà agli amanti dei thriller psicologici.

* Una traduzione possibile è “L'eco della Morte”


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