Il giallo europeo nel mirino

n°7 Novembre-Dicembre-Gennaio 2006/07

 

 

>> Letture

L'altro colore dell'Iride
Rosa Ida D'Emidio

Eclissi editrice • pagg. 254

Federica Mauri

 

Suicidio? Delitto? Nessun indizio, nessuna traccia.
Una scuola come tante, con aule, laboratori e un grande giardino alberato, popolata da insegnanti, bambini, impiegati, genitori, una preside e un vicepreside.
Relazioni che si intrecciano, pettegolezzi, litigi, simpatie e antipatie, amori e un evento atroce : la morte di una ragazzina tredicenne.
Adelaide ed Augusto, la Dirigente scolastica e il suo vice, nel corso dell'anno scolastico, nelle sue tappe ricorrenti e rassicuranti, cercheranno di venire a capo, per proprio conto, del filo che li porterà a scoprire una verità stupefacente. Adelaide ha un aspetto etereo, uno sguardo da entomologa, e ciocche di capelli che segnalano il suo umore. Ha il culto della parola e una logica ferrea, anche se non sempre comprensibile a chi le sta intorno. Accanto a lei Augusto, con il suo dolore per la perdita della persona amata e una faticosa e poco fruttuosa rielaborazione del lutto, ironico e cinico, inscindibile, nel racconto, dalla collega. I due protagonisti si fanno amare immediatamente ed entrano subito in sintonia con il lettore, appartengono a quel tipo di quelle figure che lasciano un vuoto, terminata la lettura.
Attorno a loro la scuola e gli individui che la compongono, segretarie afflitte dalle malattie più inverosimili, collaboratori scolastici pronti a battagliare, insegnanti e alunni.
Il romanzo è scritto con abile semplicità e sapiente ironia, sobrio e leggero ma per nulla banale, si fa leggere tutto d'un fiato.
Questo libro è un piacevole intrattenimento noir, dove, accanto al mistero e alla ricerca della soluzione, acquistano un ruolo di primo piano le relazioni tra i protagonisti, i risvolti psicologici delle figure raccontate, l'atmosfera che l'autrice, in questa sua opera d'esordio, riesce a descrivere.
Rosa Ida D'Emidio porta il lettore in un viaggio all'interno dell'istituto Iride, dove i colori del noir classico si tingono delle tonalità sgargianti degli abiti di Adelaide, il lettore saprà cogliere una sofisticata ricerca sul tema dell'amore, ironica, dolorosa e divertente, che fa sorridere, fa riflettere e smuove forti emozioni; non manca un'analisi sottile dell'ambiente scuola.
L'autrice è da molti anni dirigente scolastica in un istituto milanese, è un'esordiente nell'ambito letterario, e questo non è che il primo di una breve serie di romanzi gialli che si svolgono all'interno dello stesso istituto scolastico.

 

Dice l'autrice, Rosa Ida D'Emidio:

« Ho cominciato a scrivere dopo la morte di una persona che amavo moltissimo.
Scrivere mi ha permesso di restare aggrappata alla vita.
A poco a poco l'anima si è rasserenata, si è messa a ruzzolare con le parole, si è riempita di una folla di conosciuti. Ridacchiavo tra me, mi appassionavo alla storia che stavo scrivendo, non vedevo l'ora di andare avanti, ero curiosa di sapere come sarebbe finita. Scrivendo, con mio grande stupore mi rendevo conto che non solo stavo recuperando un po' di pace, ma mi divertivo, provavo piacere, ricominciavo a vivere, mentre i miei personaggi chiacchieravano, litigavano, si amavano, soffrivano, subivano gli eventi che non io, ma una sorta di misterioso destino preparava per loro.
Cosa scrivevo? libri gialli, naturalmente, ne avevo letti talmente tanti, nel corso di tutta la vita che la mia scrittura non poteva non prendere spontaneamente quella forma. Gialli ambientati nella scuola, nella città di Milano, nei pochi luoghi insomma nei quali la mia esistenza banale e sedentaria è trascorsa .»


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