L'altro
colore dell'Iride
Rosa Ida D'Emidio
Eclissi
editrice • pagg. 254
Federica Mauri
Suicidio?
Delitto? Nessun indizio, nessuna traccia.
Una scuola come tante, con
aule, laboratori e un grande giardino alberato, popolata da insegnanti,
bambini, impiegati, genitori, una preside e un vicepreside.
Relazioni
che si intrecciano, pettegolezzi, litigi, simpatie e antipatie, amori
e un evento atroce : la morte di una ragazzina tredicenne.
Adelaide
ed Augusto, la Dirigente scolastica e il suo vice, nel corso dell'anno
scolastico, nelle sue tappe ricorrenti e rassicuranti, cercheranno
di venire a capo, per proprio conto, del filo che li porterà a
scoprire una verità stupefacente.
Adelaide ha un aspetto etereo, uno sguardo da entomologa, e ciocche
di capelli che segnalano il suo umore. Ha il culto della parola
e una logica ferrea, anche se non sempre comprensibile a chi le
sta intorno. Accanto a lei Augusto, con il suo dolore per la perdita
della persona amata e una faticosa e poco fruttuosa rielaborazione
del lutto, ironico e cinico, inscindibile, nel racconto, dalla
collega. I due protagonisti si fanno amare immediatamente ed entrano
subito in sintonia con il lettore, appartengono a quel tipo di
quelle figure che lasciano un vuoto, terminata la lettura.
Attorno
a loro la scuola e gli individui che la compongono, segretarie afflitte
dalle malattie più inverosimili,
collaboratori scolastici pronti a battagliare, insegnanti e alunni.
Il
romanzo è scritto con abile semplicità e
sapiente ironia, sobrio e leggero ma per nulla banale, si fa leggere
tutto d'un fiato.
Questo libro è un piacevole
intrattenimento noir, dove, accanto al mistero e alla ricerca della
soluzione, acquistano un ruolo di primo piano le relazioni tra
i protagonisti, i risvolti psicologici delle figure raccontate,
l'atmosfera che l'autrice, in questa sua opera d'esordio, riesce
a descrivere.
Rosa Ida D'Emidio porta il lettore
in un viaggio all'interno dell'istituto Iride, dove i colori del
noir classico si tingono delle tonalità sgargianti
degli abiti di Adelaide, il lettore saprà cogliere una sofisticata
ricerca sul tema dell'amore, ironica, dolorosa e divertente, che
fa sorridere, fa riflettere e smuove forti emozioni; non manca un'analisi
sottile dell'ambiente scuola.
L'autrice è da molti anni dirigente
scolastica in un istituto milanese, è un'esordiente nell'ambito
letterario, e questo non è che il primo di una breve serie
di romanzi gialli che si svolgono all'interno dello stesso istituto
scolastico.
Dice l'autrice, Rosa Ida D'Emidio:
« Ho cominciato a scrivere
dopo la morte di una persona che amavo moltissimo.
Scrivere mi ha permesso
di restare aggrappata alla vita.
A poco a poco l'anima si è rasserenata,
si è messa
a ruzzolare con le parole, si è riempita di una folla di
conosciuti. Ridacchiavo tra me, mi appassionavo alla storia che
stavo scrivendo, non vedevo l'ora di andare avanti, ero curiosa
di sapere come sarebbe finita. Scrivendo, con mio grande stupore
mi rendevo conto che non solo stavo recuperando un po' di pace,
ma mi divertivo, provavo piacere, ricominciavo a vivere, mentre
i miei personaggi chiacchieravano, litigavano, si amavano, soffrivano,
subivano gli eventi che non io, ma una sorta di misterioso destino
preparava per loro.
Cosa scrivevo? libri gialli,
naturalmente, ne avevo letti talmente tanti, nel corso di tutta la
vita che la mia scrittura non poteva non prendere spontaneamente
quella forma. Gialli ambientati nella scuola, nella città di
Milano, nei pochi luoghi insomma nei quali la mia esistenza banale
e sedentaria è trascorsa .»