Come indica bene il titolo, El
confidente de la mafia se confiesa è la
testimonianza di chi fu un tempo avvocato di alcuni dei più famosi
e potenti capi della mafia colombiana. Non c'è, pertanto,
alcuna traccia di fiction nell'opera, poiché, come segnala
l'autore nel suo prologo, “quando il mondo reale è tanto
vasto non c'è posto per quello inventato”. Questa volontà di
fare con la sua opera un ritratto fedele – anche se personale, perché si
parte sempre da ricordi, vissuti e opinioni-di una delle più potenti
reti di criminalità organizzata e di estorsione del mondo è il
nucleo attorno al quale gira in ogni momento l'opera, che si struttura
come un insieme di ritratti, esperienze e dissertazioni con le quali
fare arrivare al lettore un'immagine più viva e meno stereotipata
dei capi della droga.
Risulta difficile leggere il libro
senza pensare, in un raffronto continuo (e ingiusto, poiché sono
titoli eminentemente differenti), a Notizia
de un secuestro*,
che, data l'universalità del suo autore, è diventata
probabilmente la più nota tra tutte le opere che trattino
il tema della mafia colombiana. Lo stupendo reportage romanzato di
Gabriel García Márquez presentava una parte della struttura
violenta e minacciosa del mondo del narcotraffico, mentre l'opera
di Gustavo Salazar Pineda mostra una panoramica globale nel tentativo
di dare alcune delle chiavi, che permettano di spiegare l'immenso
potere che nel paese sudamericano hanno avuto i leader del traffico
di droghe.
Il ritratto che l'autore fa della situazione,
nel suo proposito testimoniale- egli appare infatti più interessato a testimoniare
che a giudicare- è così realistico che la moralità appare
annebbiata. Quando lo fa, Salazar Pineda mette in evidenza la colpevolezza
di tutta la società e di tutte le strutture del potere nello
sviluppo dell'industria della droga. Pur non smettendo di segnalare
la responsabilità delle azioni di coloro che un tempo sono
stati i suoi clienti, l'autore cerca di dimostrare che la mafia è il
prodotto di circostanze politiche e sociali molto concrete e definite,
facendo diventare così il libro soprattutto una radiografia
delle attuali contraddizioni della Colombia.
Notizia di un
sequestro, 1996, Omnibus Stranieri
Mondatori. (NdT)