La foto
Un racconto di Raffaele
Raffaele (il cognome prima o poi lo scopriremo)
ha lavorato come corrispondente a Roma di vari giornali stranieri
che, dice lui, “hanno brillantemente chiuso”. Quindi ha fatto vari lavori
in giro per l'Italia, per poi andarsene a fare il pubblicitario per
radio, Tv e giornali in Canada. Quando non ce l'ha fatta più a
stare lontano dall'Italia, è tornato a vivere sul Mediterraneo
(e ha scoperto Europolar).
La scogliera in quel punto sporgente è battuta
dai cavalloni che spezzano insinuandosi tra gli spazi vuoti, riempiendoli
e subito vuotandoli, con la rapidità di un bicchierino. L'uomo
braccia e gambe allargate, abbarbicato, simile ad una stella marina,
ad uno scoglio, cerca di resistere, come un rocciatore che non voglia
cadere nel precipizio.
- “Si sbrighi! Mi dia una mano! Non vede che
non ce la faccio più” – riesce a gridare, rivolto a Camilla,
prima che un altro cavallone lo sommerga di nuovo.
Click, click, è la
risposta della macchina fotografica di Camilla, finalmente alle prese
con un soggetto interessante, come ne cercava da parecchi giorni.
- “Aiuto! Aiuto!”
La ragazza scende dal viottolo sulla
scogliera e si avvicina. Prende le misure e salta su uno scoglio
vicino. Vuol vedere il primo piano. Vuole un primo piano, ma considerata
la situazione non glielo comunica a quel tipo, affinché non
si insospettisca, perché ciascuno
ha personali reazioni. La disperazione nel volto di quel tipo.
Si sente
regista. Ha già pronta una lunga didascalia e il titolo “Stella
marina umana”, perché rinunciare allo spettacolo e alla vecchia,
cara, dolce, romantica, spontanea istantanea?
Chi è quel tipo?
Se lo lascia lì a crepare sotto il
peso del prossimo cavallone… chisseneaccorge… con quel tempo. Intanto
riprende in sequenza, uno, due, tre e quant'altri click precisi e tempestivi.
Strada deserta.
C'è il rischio che molti ritengano
la scena un fotomontaggio. Per fare colpo. Per beccarsi un po' di
sghei.
E' tutto vero.
Click, click.
Si avvicina. Imperterrita scatta.
- Aiut..
E' sparito sottacqua.
Click, click, riprende
lo scoglio. L'urlatore è scomparso.
Sballottato tra gli scogli.
Si è fracassato
la testa, magari anche le braccia e le gambe e le costole.
Si alza sulle
gambe poiché si
era accovacciata, sporge il busto in cerca di un altro momentino
saliente, magari l'onda seguente lo scaraventa su uno scoglio, ma
no non succede.
“Ma che devo soccorrerlo? Ci penseranno quelli del soccorso
alpino. Sai che scene da immortalare. Con un bel servizio che spazia
dal mare alle colline, alle montagne più alte”.
Quando
c'è il lavoro c'è tutto.