Il giallo europeo nel mirino

n°8 Febbraio-Marzo-Aprile del 2007

 

>> Letture

Funerarium
Brigitte Aubert

Ed Robin •2006 • pagine 416

Giuseppina La Ciura

 

A guardarla nella foto in bianco e nero sulla spiaggia di Cannes, Mme Brigitte Aubert1 dà di sé l'immagine di una donna di mezza età serena e rassicurante. Una tranquilla signora che ha appena fatto il bagno in uno dei luoghi più belli e famosi del mondo. Ma, si sa, le apparenze ingannano. Basta infatti leggere il prologo ("Cane. Cane. Cane…") del suo Funerarium edito dalla casa editrice Robin nell'intrigante collana “I luoghi del delitto” (per ora, l'Ontario, la Bretagna, Parigi, il Midi di Magnan, Roma, il Veneto...) per comprendere che Mme Aubert è della stessa razza di mrs Highsmith o di Margareth Millar: una Regina della Suspense.

In questo romanzo, essa scaturisce dal continuo, violento e spiazzante contrasto, sul filo della ragione, tra il mondo esterno rappresentato da Cannes ad aprile - la Croisette assolata, invasa dai turisti,dai bagnanti, dai giocatori del Casinò, - e il mondo nascosto, oscuro e gelido dei morti sventrati ed imbalsamati, che si identica con il lugubre atelier di Lèonard Chib Moreno. Il giovane, chiave di volta della storia, scuro di pelle, piccolo di statura e mingherlino, è figlio di una ragazza-madre e ha avuto come padre putativo e maestro, l'inquietante El Ayache, erede - a suo dire-dei grandi imbalsamatori dei Faraoni.

All'inizio del romanzo, Moreno è un professionista serio ed esperto, molto richiesto dai ricchi della Rivière, il quale, sebbene “la compagnia dei vivi gli sia spesso troppo rumorosa”, sembra passare senza grandi traumi da un mondo all'altro, aiutato in questo dall'amico Greg, patetico esemplare di viveur. L'incontro con Blanche Andrieu, bella, eterea e mentalmente fragile, spezza quel difficile equilibrio.. La donna desidera che Moreno imbalsami sua figlia, la piccola Elilou, morta a otto anni, cadendo dalle scale. Il giovane vorrebbe rifiutarsi, ma la donna lo attrae in modo morboso e, quindi, accetta. E' l'inizio di una lenta , progressiva, inarrestabile discesa nel Maelström ( una discesa che l'autrice descrive con un linguaggio scarno e uno stile algido, accompagnandola con battute al vetriolo e sequenze macabre, grottesche, surreali ).

Il piccolo cadavere nudo mostra, infatti, segni di sevizie, è stato violato. Come nell'(in)dimenticato Le mannequin assassiné di S. A. Steeman2, ad ennesima riprova di un genere che si rinnova nel tempo pur restando fedele a se stesso, un demonio si cela all'interno di una famiglia ricca, cattolica, che sembra vivere un'esistenza perfetta tra gli ulivi di un'elegante bastide. L'imbalsamatore sospetta, indaga, rischia il senno e la vita e,infine, in un agghiacciante ultimo capitolo, scopre il volto del Male. Si può sopravvivere allo sguardo della Gorgone?

La casa editrice Robin ha pubblicato un altro libro di Brigitte Aubert: “ Requiem caraibico”

1 La foto si trova a pagina 12 del n 92 della rivista “813”. Il numero contiene altresì una lunga ed interessante intervista con l'autrice.
2 S.A.Steeman, “Il mannequin assassinato”. Ed “I grandi Gialli”, Pagotto, 1952.


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