DizioNoir
A cura di Mauro Smocovich
Delosbooks • 2006• pp.
320
Vittore Baroni
Il
calembour era troppo bello per non farne un titolo, ma il volume
messo assieme dall'iperattivo Mauro Smocovich (scrittore, curatore
di collane editoriali e titolare del sito ThrillerMagazine.it)
non è solo un dizionario e oltre al noir in senso stretto
include anche "thriller, spy story e zone limitrofe". L'inflazionato
termine noir, che ha da anni scalzato fantascienza e giallo classico
dal podio della letteratura di genere, è del resto spesso
usato oggi in modo molto indefinito e strumentale. Fare un po' di
chiarezza in una galassia che abbraccia Faletti come Ellroy, la "Gioventù Cannibale" e
Dan Brown, Patricia Cornwell e il SubComandante Marcos, è esattamente
uno degli obiettivi che si propone questo manuale "in progress".
Come scrive Jean François Vilar, il giallo alla Agatha Christie "sta
dalla parte dell'ordine, il noir da quella del disordine": non è la
costruzione logica dell'intreccio a contraddistinguere quest'ultimo,
bensì un tono che amplifica inquietudini dell'anima e malesseri
sociali. La prima parte del volume raccoglie, in centinaia di brevi
schede, autori e fenomeni in qualche modo iscrivibili in questa prospettiva,
dagli antenati (Poe) ai padri (Hammett, Chandler) ai rappresentanti
odierni nelle diverse aree geografiche, panorama in cui l'Italia
gioca una parte non più trascurabile.
La carrellata si prende anche la libertà di spaziare dall'ispettore
Clouseau ad un'intera sezione sul "nero" a fumetti, curata
da Smocovich e Elio Marracci. Oltre un terzo del volume è poi
riservato ad una serie di saggi in cui vari esperti mettono a fuoco
aspetti tematici (dall'horror-noir al polar) e strutturali del genere,
con un'ampia selezione di film e libri imperdibili. Un'ottima introduzione
dunque per chi non mastica molto la "letteratura dell'inquietudine" ma
anche, come scrive in prefazione Carlo Lucarelli, una guida che "intriga
come una spy story" per la quantità di vicende artistiche
e personali che svela e collega tra loro (basti pensare alle storie
emblematiche di Cesare Battisti e Massimo Carlotto), in un vasto
panorama ancora in vitale ebollizione.
Com'è nato il DizioNoir: Articolo
di Mauro Smocovich, curatore del volume
Stavo sfogliando un libro della mia
biblioteca personale, un'edizione particolare di saggio sul cinema
poliziesco che era divisa in due parti. La prima, in ordine alfabetico,
riportava un centinaio di film con trama e altri dettagli; la seconda
parte prevedeva vari interventi saggistici sul cinema noir e thriller,
c'erano le schede sui più importanti attori che lo avevano interpretato, un
articolo scandagliava le tipologie dei personaggi, le ambientazioni.
leggendo mi sono ritrovato a pensare che era un peccato che in Italia
una pubblicazione del genere non esistesse sulla letteratura noir
e thriller. Poi il pensiero si è concretizzato in una vera
e propria consapevolezza che se avessi voluto, nemmeno in libreria
o in biblioteca avrei potuto trovare nulla di saggistico riguardante
la letteratura thriller e in maniera così approfondita come
avveniva in quel saggio. Nessun dizionario, nessun saggio che analizzasse
la letteratura. Sul cinema tanto, sulla letteratura niente e se c'era
qualcosa era ormai fuori catalogo e si fermava agli anni d'oro del
crimine. Allora ho mandato una mail a Franco Forte, il direttore
editoriale della Delos Network che cura con me la nascente collana I
Libri di Thriller Magazine e facendogli presente il tutto gli
ho proposto di pubblicarla noi un'opera del genere. Ovviamente non
avevo capito in quale avventura mi stavo cacciando. Il caso ha voluto
che il giorno dopo i massimi soci della Delos si incontrassero e
decidessero del destino del Dizionoir. Lo avrei potuto fare io, curando
la collaborazione di altre persone. Il titolo mi è venuto
in un momento di riposo. Mi giravo in testa la parola dizionario
e a un certo punto sono saltato dal letto dicendo: Dizionoir! Il
titolo è stato unanimemente approvato da tutti. Per affrontare
il lavoro ho dovuto solo diminuire la mia presenza al giornale online,
sostituito egregiamente da Lorenzo Trenti e Chiara Bertazzoni che
già mi danno man forte normalmente. E mi sono dato da fare:
grande lavoro di ricerca sui libri e on line. Battitura di testi
brevi, concisi e di qualità. Poche righe per poter esprimere
il meglio. Un'emozione forte è stata quando ho ricevuto la
prima prova di copertina. Il libro cominciava a esistere visivamente,
un'altra emozione forte è stata quando Lucarelli ci ha fatto
avere la prefazione. Era il riconoscimento di un'opera, di un tutto.
Questo libro è un tentativo, è un primo passo. Sì,
d'accordo, lo abbiamo chiamato Dizionoir, perché il gioco
di parole si prestava, perché ci piace la parola noir e perché ultimamente
se ne parla molto e si cerca di capirla. In realtà qui si
parla di diversi generi. Abbiamo percorso altre vie che pensavamo
non erano mai state affrontate prima in un'opera così corposa.
Quelle del nero fin quasi ai margini dell'horror, quelle dell'avventura,
dello spionaggio, dell'azione, quelle del thriller, del brivido,
della psicologia criminale.
La parola noir l'abbiamo sviscerata
con perizia chirurgica, analizzata, espansa, costretta, liberata.
Abbiamo cercato di dare un'idea internazionale di cosa siano il
noir, la spy story, il thriller, nella letteratura e nel fumetto,
ma c'è anche un ampio saggio sul cinema. Abbiamo
fatto una scelta degli autori tenendo presente il panorama sia internazionale
che locale.
Abbiamo parlato di autori e opere che
in Italia non sono mai state tradotte per dare un'idea di cosa
sia il noir nel mondo e soprattutto per capire cosa sia in Italia.
Quindi grande spazio a tutte e due le realtà. Abbiamo tagliato fuori il classico. Agatha Christie
non c'è, il delitto della camera chiusa non c'è. Partiamo
principalmente dagli anni 30-40, quelli dell'hardboiled ma facciamo
puntatine e strizziamo l'occhio spesso alla fine dell'800, con il
feuilleton, i romanzi d'avventura, i precursori del genere, per capire
da cosa si è sviluppato l'hardboiled e poi il noir e il thriller.
Abbiamo dedicato ampio spazio a scritture africane, asiatiche, ma
anche francesi e americane importanti e mai tradotte in Italia. E
purtroppo ce ne sono davvero tante. Poi ci sono i nostri. Abbiamo
cercato di mettere più nomi possibili per fermare in un attimo
un movimento in piena evoluzione. Quindi ci sono anche alcuni autori
da una sola pubblicazione. Starà a loro cercare di tornare
nelle edizioni future del Dizionoir con opere nuove.