Il giallo europeo nel mirino

n°8 Febbraio-Marzo-Aprile del 2007

 

>> Letture

DizioNoir
A cura di Mauro Smocovich

Delosbooks • 2006• pp. 320

Vittore Baroni

 

Il calembour era troppo bello per non farne un titolo, ma il volume messo assieme dall'iperattivo Mauro Smocovich (scrittore, curatore di collane editoriali e titolare del sito ThrillerMagazine.it) non è solo un dizionario e oltre al noir in senso stretto include anche "thriller, spy story e zone limitrofe". L'inflazionato termine noir, che ha da anni scalzato fantascienza e giallo classico dal podio della letteratura di genere, è del resto spesso usato oggi in modo molto indefinito e strumentale. Fare un po' di chiarezza in una galassia che abbraccia Faletti come Ellroy, la "Gioventù Cannibale" e Dan Brown, Patricia Cornwell e il SubComandante Marcos, è esattamente uno degli obiettivi che si propone questo manuale "in progress".

Come scrive Jean François Vilar, il giallo alla Agatha Christie "sta dalla parte dell'ordine, il noir da quella del disordine": non è la costruzione logica dell'intreccio a contraddistinguere quest'ultimo, bensì un tono che amplifica inquietudini dell'anima e malesseri sociali. La prima parte del volume raccoglie, in centinaia di brevi schede, autori e fenomeni in qualche modo iscrivibili in questa prospettiva, dagli antenati (Poe) ai padri (Hammett, Chandler) ai rappresentanti odierni nelle diverse aree geografiche, panorama in cui l'Italia gioca una parte non più trascurabile.

La carrellata si prende anche la libertà di spaziare dall'ispettore Clouseau ad un'intera sezione sul "nero" a fumetti, curata da Smocovich e Elio Marracci. Oltre un terzo del volume è poi riservato ad una serie di saggi in cui vari esperti mettono a fuoco aspetti tematici (dall'horror-noir al polar) e strutturali del genere, con un'ampia selezione di film e libri imperdibili. Un'ottima introduzione dunque per chi non mastica molto la "letteratura dell'inquietudine" ma anche, come scrive in prefazione Carlo Lucarelli, una guida che "intriga come una spy story" per la quantità di vicende artistiche e personali che svela e collega tra loro (basti pensare alle storie emblematiche di Cesare Battisti e Massimo Carlotto), in un vasto panorama ancora in vitale ebollizione.


Com'è nato il DizioNoir: Articolo di Mauro Smocovich, curatore del volume

Stavo sfogliando un libro della mia biblioteca personale, un'edizione particolare di saggio sul cinema poliziesco che era divisa in due parti. La prima, in ordine alfabetico, riportava un centinaio di film con trama e altri dettagli; la seconda parte prevedeva vari interventi saggistici sul cinema noir e thriller, c'erano le schede sui più importanti attori che lo avevano interpretato, un articolo scandagliava le tipologie dei personaggi, le ambientazioni. leggendo mi sono ritrovato a pensare che era un peccato che in Italia una pubblicazione del genere non esistesse sulla letteratura noir e thriller. Poi il pensiero si è concretizzato in una vera e propria consapevolezza che se avessi voluto, nemmeno in libreria o in biblioteca avrei potuto trovare nulla di saggistico riguardante la letteratura thriller e in maniera così approfondita come avveniva in quel saggio. Nessun dizionario, nessun saggio che analizzasse la letteratura. Sul cinema tanto, sulla letteratura niente e se c'era qualcosa era ormai fuori catalogo e si fermava agli anni d'oro del crimine. Allora ho mandato una mail a Franco Forte, il direttore editoriale della Delos Network che cura con me la nascente collana I Libri di Thriller Magazine e facendogli presente il tutto gli ho proposto di pubblicarla noi un'opera del genere. Ovviamente non avevo capito in quale avventura mi stavo cacciando. Il caso ha voluto che il giorno dopo i massimi soci della Delos si incontrassero e decidessero del destino del Dizionoir. Lo avrei potuto fare io, curando la collaborazione di altre persone. Il titolo mi è venuto in un momento di riposo. Mi giravo in testa la parola dizionario e a un certo punto sono saltato dal letto dicendo: Dizionoir! Il titolo è stato unanimemente approvato da tutti. Per affrontare il lavoro ho dovuto solo diminuire la mia presenza al giornale online, sostituito egregiamente da Lorenzo Trenti e Chiara Bertazzoni che già mi danno man forte normalmente. E mi sono dato da fare: grande lavoro di ricerca sui libri e on line. Battitura di testi brevi, concisi e di qualità. Poche righe per poter esprimere il meglio. Un'emozione forte è stata quando ho ricevuto la prima prova di copertina. Il libro cominciava a esistere visivamente, un'altra emozione forte è stata quando Lucarelli ci ha fatto avere la prefazione. Era il riconoscimento di un'opera, di un tutto. Questo libro è un tentativo, è un primo passo. Sì, d'accordo, lo abbiamo chiamato Dizionoir, perché il gioco di parole si prestava, perché ci piace la parola noir e perché ultimamente se ne parla molto e si cerca di capirla. In realtà qui si parla di diversi generi. Abbiamo percorso altre vie che pensavamo non erano mai state affrontate prima in un'opera così corposa. Quelle del nero fin quasi ai margini dell'horror, quelle dell'avventura, dello spionaggio, dell'azione, quelle del thriller, del brivido, della psicologia criminale.

La parola noir l'abbiamo sviscerata con perizia chirurgica, analizzata, espansa, costretta, liberata. Abbiamo cercato di dare un'idea internazionale di cosa siano il noir, la spy story, il thriller, nella letteratura e nel fumetto, ma c'è anche un ampio saggio sul cinema. Abbiamo fatto una scelta degli autori tenendo presente il panorama sia internazionale che locale.

Abbiamo parlato di autori e opere che in Italia non sono mai state tradotte per dare un'idea di cosa sia il noir nel mondo e soprattutto per capire cosa sia in Italia. Quindi grande spazio a tutte e due le realtà. Abbiamo tagliato fuori il classico. Agatha Christie non c'è, il delitto della camera chiusa non c'è. Partiamo principalmente dagli anni 30-40, quelli dell'hardboiled ma facciamo puntatine e strizziamo l'occhio spesso alla fine dell'800, con il feuilleton, i romanzi d'avventura, i precursori del genere, per capire da cosa si è sviluppato l'hardboiled e poi il noir e il thriller. Abbiamo dedicato ampio spazio a scritture africane, asiatiche, ma anche francesi e americane importanti e mai tradotte in Italia. E purtroppo ce ne sono davvero tante. Poi ci sono i nostri. Abbiamo cercato di mettere più nomi possibili per fermare in un attimo un movimento in piena evoluzione. Quindi ci sono anche alcuni autori da una sola pubblicazione. Starà a loro cercare di tornare nelle edizioni future del Dizionoir con opere nuove.


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