Il giallo europeo nel mirino

n°8 Febbraio-Marzo-Aprile del 2007

 

>> Letture

Discorso controculturale

Usted es la culpable*
Lorenzo Lunar

Almuzara • 2006 •139 pagine

Javier Sánchez Zapatero
Traduzione: Giuseppina La Ciura

 

Grazie ad autori come Leonardo Padura, Amir Valle o Lorenzo Lunar, la narrativa “negra” cubana sta raggiungendo negli ultimi anni un inusitato sviluppo, trasformandosi cosi in uno dei più efficaci strumenti culturali di cui disponga la società caraibica per analizzare criticamente la sua situazione attuale. Nel caso di Lunar, questa radiografia del presente dell'Isola si realizza attraverso alcuni romanzi che, a differenza di quelli dei suoi colleghi, non si svolgono a L'Avana, ma nella più sconosciuta Santa Clara, una piccola città in cui le necessità e i problemi del popolo cubano si manifestano con molta più forza che nella capitale. E' in uno dei suoi quartieri marginali, che svolge la sua attività professionale Leo Martín, il poliziotto creato da Lunar, protagonista anche di Que en vez de inferno encuentres gloria e di La vida es un tango. Come nelle prime puntate della saga, Usted es la culpable mantiene un'unità spaziale che permette di incorporare nella sua trama ambienti e personaggi già conosciuti dai lettori che hanno familiarizzato con la serie dei libri aventi come Capo della Sezione della Polizia Leo Martín, come Chago el Buey o Monolito el Buey1.

In quest'ambiente di emarginazione in cui bisogna convivere con le miserie provocate dal cosiddetto “ Periodo Speciale”2 imposto dal regime castrista, la morte, come dice la frase iniziale del romanzo- frase che viene ripetuta varie volte dopo, trasformandosi così in uno dei suoi leitmotiv- è un fatto quotidiano. L'apparizione del cadavere di Panchita, un prosseneta dedito allo sfruttamento della prostituzione nel centro turistico di Varadero, lo rivela chiaramente. Incaricato di investigare sul delitto, Leo Martín dovrà confrontarsi con il sordido mondo che il morto frequentava. Per mezzo di diversi interrogatori, il protagonista va così esponendo una visione del mondo cubano molto differente da quello che,tradizionalmente, offrono i media ufficiali dell'Isola e che lo spinge ad interrogarsi, attraverso una riflessione scettica e disincantata, sull'utilità del proprio lavoro e sul senso di valori come l'amore o l'amicizia in un mondo dominato dall'immoralità e dalla corruzione.

Il romanzo, scritto con l'abituale dinamismo e il ritmo peculiare delle opere di Lorenzo Lunar, si avvale, come le altre opere classiche del genere “negro”, della continua presenza del dialogo. L'incidenza della struttura dialogica nello sviluppo dell'opera viene amplificata dal fatto che l'interrogatorio è il mezzo con il quale Martín giunge alla verità del caso. Per mezzo di diversi

colloqui personali con informatori, “tramperos”3 e , soprattutto, prostitute, il protagonista riesce a pervenire alla soluzione dell'assassinio. Il ricorso massiccio al dialogo fa sì che, in determinati passaggi, l' opera assomigli ad una semplice enunciazione di frammenti personali, come se non vi fossero altri modi per narrare l'emarginazione del quartiere- e, per estensione, di Cuba- se non attraverso lo stile diretto e le confessioni dei personaggi del romanzo. Malgrado questi piccoli difetti, l'opera riesce nel suo obiettivo, che è quello di trasmettere una radiografia attuale della società isolana e di porsi come discorso controculturale di fronte alla tipica ufficialità castrista.

* E' lei la colpevole

1 El Buey significa il Bue
2 “Il Periodo Speciale” è il periodo di gravissima crisi economica successivo alla fine dell'Unione Sovietica, grande alleata del regime castrista.
3 I tramperos sono i cacciatori che sono soliti cacciare servendosi di trappole. Il più famoso romanzo d'avventure a loro dedicato è “Les trappeurs d'Arkansas” di Gustave Aymard ( in italiano “Gli scorridori dell'Arkansas”).


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