Rue des absents*
Mouloud Akkouche
Editions de l'Atelier n°8/Noires
de Pau • 2006 • 173 pagine
Jean-Marc Laherrère
Traduzione dalla versione francese: Ottavia
Marchiori
A
Pau, Véronique Radkov si sveglia con i postumi di una forte
sbornia. Non ricorda più niente, non capisce dove si trova,
né come sia finita lì. Il tempo di riprendersi ed è l'orrore,
non è più Véronique, non è più una
donna, ma un uomo.
A Montreuil, Jean-Paul gira incessantemente sulla sua sedia a rotelle.
Ha perso il bene dell'intelletto, e spesso si rituffa nel passato,
verso quel 22 marzo 1979 in cui il Grosso lo ha spinto sotto un'auto,
rendendolo un rottame.
Da qualche parte, attraverso la posta
elettronica, Maxime Girard gestisce da lontano un'impresa molto
prospera…
Mouloud Akkouche ritorna al giallo:
tanto meglio. Vi ritorna in bellezza con questo romanzo superbamente
costruito, alternando i punti di vista e gli stili narrativi, passando
dal racconto classico a quello epistolare o al monologo più o meno delirante, gioca
con i luoghi, da Pau a Montreuil passando da Losanna e Tolosa, portando
così, poco a poco, i diversi tasselli del puzzle che non svela
l'intera immagine se non alla fine. Condotta magistralmente, questa
costruzione complessa mette in scena con molto tatto e tenerezza
dei personaggi altrettanto svampiti quanto il lettore, se non più di
lui. Una lettura molto piacevole.
* Via
degli assenti