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23-10-2009

Lello GuradoSignè Lello Gurrado

Intervista di Giuseppina La Ciura

Nel panorama del Giallo italiano, in questi ultimi anni, si è andato affermando Lello Gurrado, scrittore di notevole originalità ed eleganza stilistica. Egli ha accettato con grande disponibilità di rispondere al alcune domande.


 - Sarò banale, ma la prima domanda - con cui credo di interpretare il desiderio nascosto dei sempre più numerosi Suoi lettori – è:  Chi è il misterioso signor Gurrado? (e azzardo: è siciliano…).

Gurrado- No, non sono siciliano, ma pugliese. Sono nato a Bari ma a soli 7 anni mi sono trasferito a Milano dove ho svolto tutta la mia carriera. Ho 66 anni e sono giornalista professionista da quando ne avevo soltanto 22 (credo che sia un piccolo record, esattamente 22 anni e due mesi). Ho fatto il redattore, l’inviato speciale, il caporedattore, il direttore nelle case editrici più importanti (Rizzoli, Mondadori, Corriere della Sera, Rusconi…). Ho scritto di sport, di cronaca, di politica, di stragi, di società. Ho intervistato gente comune e personaggi straordinari come Enzo Ferrari, Sandro Pertini, Chris Barnard… Insomma, prima di dedicarmi i libri sono stato un giornalista felice.

- Dopo molti libri “impegnati”, nel 2006, con “Nomination”(ed Fanucci), Lei si getta nell’ambiguo ed infido mondo del Noir. Lo fa con un romanzo duro, dal ritmo, trama e personaggi infernali, alla Joe R. Lansdale. Cosa l’ha spinta al grande salto? La noia? Il gusto della sfida? Il rifiuto di certa tv? O un suggerimento del suo cane Artù?

ImageGurrado- Il mio cane Artù, grande, insostituibile amico, è stato molto importante nella fase esecutiva, ma il suggerimento mi è venuto soprattutto dal rifiuto di una certa TV. Ho nutrito e nutro tuttora un sentimento di autentico disgusto verso il Grande Fratello, l’Isola dei famosi e programmi simili.

- “Nomination” è un grande omaggio a dame Agatha (“I dieci piccoli indiani”) e a Stevenson. E a chissà quanti altri. Vorrebbe citarne qualcuno?

Gurrado- Certo, Agatha è inarrivabile e Stevenson non ne parliamo, ma se devo essere sincero con Nomination non ho voluto omaggiare nessuno. Anzi, ho cercato di scrivere un romanzo diverso da tutti gli altri.

- La descrizione che Ella fa della società americana è terribile, disperata. Lei crede che la nostra sia una società meno violenta, crudele e televisiva?

Gurrado- In questo mondo ormai globale tutto mi sembra omologato, anche la violenza e la disperazione. Europa e America pari sono.

- Non contento di avere sbalordito il lettore con “Nomination”(leggetelo e non ve ne pentirete), Lei lo sorprende ancora,  scrivendo “Assassinio in libreria” (Marcos y Marcos), uno dei più  originali gialli  degli ultimi anni. Come mai questo cambiamento di genere?

Gurrado- Qui sì, è possibile trovare un omaggio ad Agatha Christie. Ho voluto scrivere un giallo il più possibile raffinato, senza gratuite violenze, ironico, pungente. Un ritorno all’investigazione intelligente, alla Poirot, se vogliamo, alla Sherlock Holmes, Nero Wolfe…

- E’ evidente che Lei conosce benissimo la vittima, gli scrittori habitué dei locali di via Peschiera e il mondo della Sherlockiana con  tutti i suoi riti. Perché ha scelto di far morire proprio Tecla Dozio, la padrona di casa
?

Gurrado- Per allungarle la vita. Tecla è una carissima amica e una persona deliziosa.  

- A un certo punto della festa, cui partecipano i più bei nomi del Giallo italiano, arriva un allegro trenino costituito da dieci celebri scrittori stranieri: Jeffery Deaver, Michael Connelly, Fred Vargas, Joe R. Lansdale, Paco Taibo II, Robert Crais, Henning Mankell, Anne Perry, Ruth Rendell e Elizabeth George.  Perché loro e non altri?

ImageGurrado- “Assassinio in libreria”  è un romanzo che ruota su personaggi reali, in luoghi reali di una città reale. Anche i dieci scrittori stranieri rispettano la realtà: tutti e dieci, infatti, erano frequentatori della Sherlockiana. Per questo ho scelto loro e non altri. Una scelta “pro veritate”.

- Essendo il Suo romanzo un divertissement, sorvolo sui punti oscuri (esempio: da dove viene l’arma del delitto di difficile reperibilità?) e Le chiedo: di libri, librini, libriccini, libretti, libroni si può uccidere e morire?

Gurrado- Come dicevano i vecchi? Ne uccide più la lingua della spada?  Beh, si vede che sto diventando vecchio anch’io, perché credo che sia proprio così. Libri, libretti e libroni possono uccidere. Ma possono anche salvare.
 
- Mi può anticipare se il suo prossimo libro sarà…..un thriller?

Gurrado- Uscirà nella prossima primavera. Sarà un romanzo giallo, cerebrale e non violento. Una sfida intelligente al lettore.

Lasciamo lo scrittore nel suo studio con il suo “grande, insostituibile amico Artù” e prepariamoci ad attendere un nuovo bellissimo Giallo  signé Lello Gurrado

Dernière mise à jour : ( 26-01-2010 )
 
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