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Grazia Verasani: Di tutti e di nessuno Convertir en PDF Version imprimable
13-01-2010

Di tutti e di nessuno

Grazia Verasani

Kowalski- 2009


ImageGiorgia Cantini, quarantenne, bolognese, figlia di un maresciallo maggiore dell’Arma in pensione è una delle poche investigatrici private del noir italiano e, senza dubbio, una delle più interessanti. Sembra davvero un Marlowe al femminile: è disincantata, amara, la battuta facile, le ferite nel cuore. E’ sola, beve whisky, fuma le Camel, si porta a casa e a letto degli sconosciuti per una notte di sesso. Ha un ufficio modesto senza segretaria (ma a metà romanzo il padre le manda Genzianella, una ragazzona di campagna semplice e genuina, che ispira subito simpatia).  “Di tutti e di nessuno” è la sua terza avventura(dopo il famoso “Quo Vadis, Baby?” da cui Gabriele Salvatores ha tratto il film omonimo e “ Velocemente da nessuna parte”.) Il décor è il medesimo: la bellissima città di Bologna “una città di transito da Sud e Nord e viceversa “ il cui cuore pulsante è la stazione, sempre aperta a tutti gli sbandati, i perduti del mondo e il cui orologio è fermo a quel tragico 2 Agosto 1980..  Una città in cui convivono  periferie polverose con i loro bar frequentati da albanesi, spacciatori e violenti di ogni tipo e “vippume collinare” tutto “party privati, salotti, buffet, micromacchine, microtelefoni”, conformismo, taccagneria.


“Di tutti e di nessuno” è un noir in cui i protagonisti sono solo donne. Gli uomini non mancano, anzi sono tanti  ma , fatta eccezione per il commissario Bruni, sono figure di contorno: intellettuali narcisisti ed indifferenti ai problemi dei figli, ex attori-porno che rimorchiano ancora per sentirsi giovani, mariti maneschi, spacciatori di mezza tacca, piccoli criminali, il solito albanese. E poi ci sono gli amici dell’adolescenza di Giorgia. Quelli che passavano le sere su un muretto sbrecciato di un quartiere di periferia a guardare in su, verso una finestra,  nell’attesa spasmodica che si accendesse una luce rossa. Era la finestra della camera da letto di Franca Palmieri, “la ragazza dei rospi”- un’eroina che sarebbe piaciuta tanto a Scerbanenco-. Era quello il momento tanto atteso: uno di loro saliva da lei, che aveva trent’anni e tanta voglia d’amore, e faceva sesso. Spesso imparava da lei a farlo. Alcuni di quegli adolescenti l’amavano, quella donna eccentrica, eccessiva e tanto sola che era”di tutti e di nessuno”, ma nessuno l’avrebbe ammesso. Anche per loro, come per tutto il quartiere, era una puttana, anzi una “ninfomane”. Vent’anni dopo, quando “la vita di una donna vale sempre meno”, Giorgia scopre che la ragazza dei rospi, ormai una cinquantenne sfatta e patetica è stata brutalmente assassinata in un giardinetto anonimo. Nonostante sia oppressa dai ricordi tragici  e dal desiderio di trovare l’assassino della Palmieri, la Cantini è costretta a risolvere il dramma di Barbara, una ragazza della Bologna bene, che ha lasciato la scuola e vagabonda sola con i suoi pensieri impenetrabili, simbolo di una gioventù confusa ed incapace di aprirsi al mondo


Dalla scrittura scorrevole ma ricca di citazioni colte(Marx, Lowry,  Fassbinder, Verlaine e dalle strofe delle canzoni più in voga negli Anni 80), abilmente in bilico tra la nostalgia di un passato perduto ed irripetibile e un presente vuoto d’amore, il romanzo si chiude con un messaggio di speranza per tutte le donne sole. Se la “ragazza dei rospi”è stata “di tutti e di nessuno”, Barbara sarà solo di se stessa.  .

Dernire mise jour : ( 04-02-2010 )
 
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