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Vampiri - Simonetta Santamaria Convertir en PDF Version imprimable
23-01-2010

Vampiri

Simonetta Santamaria

Gremese ed.  2009  19,50€

Quando si è eliminato tutto ciò che è
impossibile,quello che rimane, per quanto
improbabile, deve essere la verità.”

Sherlock Holmes,, “Il vampiro del Sussex”
( The Sussex Vampyre, 1927)

ImageUn volo sulla orrifica leggenda dei vampiri- così definisce Simonetta Santamaria- il suo viaggio documentale nell’orrore, quando lo presenta nell’introduzione. Un volo a planare sul mistero che avvolge questa epopea nera degli esseri sanguinari per eccellenza. La promessa di un viaggio a “vol d’oiseau”-a volo di pipistrello, diremmo noi- dove si potranno incontrare le centinaia di sembianze che questo essere magico assume, e la loro visione nell’immaginario collettivo,

In questa serissima ricerca storiografica- curata con scientifica precisione dalla regina delle scrittrici horror italiane- l’autrice ha percorso tutte le vicende che parlano del fenomeno, mettendole a confronto; e tutte le epoche, andando a ritroso, talmente tanto, che si è fermata solo davanti alla figura più antica di vampiro quella di Lilith, la prima compagna di Adamo, ripudiata in favore della “politically correct” Eva.

Il trattato, scritto con una lievità sorniona e un finto distacco da saggista, narra delle origini del mito attribuendolo ai Sumeri( e siamo al 3500 a.c), passando per la Mesopotamia, fino a raggiungere la figura mediaticamente più conosciuta, quella del principe Vlad III di Valacchia: Dracula. Ma si scoprirà ben presto che “Vlad l’impalatore” gode di una fama sproporzionata rispetto al suo ruolo effettivo nella leggenda del sangue: ci sono signori della notte ben peggiori.

Girando le deliziose pagine patinate del testo -a cui hanno lavorato direttamente i due figli dell’autrice, l’uno come graphic designer, l’altro come illustratore- si scopre che le tipologie degli esseri della notte sono variabili e con specifiche peculiarità. Non tutti i Vampiri sarebbero ematofagi, alcuni si nutrirebbero di liquido seminale e altri ancora di energia psichica.

Il volo della Santamaria diventa navigazione quando percorre le strade della mitologia, della letteratura, del cinema e perfino delle citazioni dell’alta moda, ma è un viaggio polemico rispetto alla oleografia che ne fanno oggi i vari remake, per rivendicare il ruolo dell’orrore che i vampiri ricoprono in tutta la storia, che ha poco di edulcorato. La scrittrice cerca fortemente un’operazione di restauro del mito, dà una chiave di lettura sarcastica delle new age ( Twilight etc,) confrontandole con la severità fantastica ed aspra dei veri e spietati vampiri della tradizione.

Il libro è addirittura didattico quando passa all’enucleazione dei modi per sopprimere i non-morti, e persino graziosamente ironico quando fa scoprire che non sempre “il paletto di frassino”può uccidere un Vampiro, perché ci sono esseri che vanno eliminati con della terra di sepoltura nell’ombelico, o perché esistono vampiri con due cuori: e in quale dei due si ficca il paletto?

O ancora, come nel film di Roman Polanski, “ Per favore, non mordermi sul collo”, dove ci sono vampiri ebrei, che non riconoscendo la croce e la paura di essa, sono praticamente invincibili.

E’ incredibile scoprire come, sfogliando l’opera, il mito del vampiro sia presente in tutto il globo terracqueo. L’indagine della Santamaria raggiunge luoghi inusitati ed impensabili- come ad esempio le isole Banks, nella lontana Oceania, dove esiste il Talamaur, un vampiro psichico che si nutre dell’energia residuale dei moribondi- svelando che i “non-morti” non sono presenti soltanto in una tradizione letteraria occidentale, che ha avuto come pietra fondante il “Dracula” di Bram Stoker, ma sostanzialmente nell’immaginario di tutte le culture popolari del mondo.

  

 

Dernire mise jour : ( 04-02-2010 )
 
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