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Krakoen, una struttura editoriale innovativa PDF Stampa
mercoled 08 ottobre 2008

Krakoen, una struttura editoriale  innovativa…

 

che fa le sue prove


  

                      Traduzione di Giuseppina La Ciura
 

 

 

Krakoen è un gruppo di autori tra cui Max Obione*, che è anche l’inventore ispirato  di questa nuovissima formula editoriale: la cooperativa d’auto-produzione editoriale Krakoen.

Che cos’è esattamente  Krakoen? Che cos’è dunque una cooperativa di autori? La formula è semplice: un piccolo gruppo di autori stanco di vedersi respingere dalle case editrici, ha avuto il progetto un po’ folle, quello di prendere in mano il proprio destino, di costruire la propria formula, una struttura che gli permettesse  di vedere infine i propri testi divenire dei libri e  incontrare il pubblico.

L’avventura di Krakoen era iniziata. Krakoen è innanzitutto un’associazione secondo la legge 1901, un’associazione che raggruppa un collettivo di scrittori, in cui ogni membro diventa editore di se stesso. Ma attenzione: non si tratta di un’edizione a spese dell’autore. Si voleva un’idea più ricca e lo scopo non era di soddisfare un bisogno di farsi conoscere con tutti i mezzi, anche i più inefficaci, ma di mettere in comune delle energie per arrivare ad una struttura capace di gestire la produzione di libri trovando dei partner stampatori e grafici, di mettere a punto una collana riconoscibile da parte del pubblico e di qualità, e di assicurare la promozione degli autori. La sfida era davvero folle e tuttavia… Oggi, Krakoen ha quattro anni di vita, più di trenta titoli nel suo catalogo e può vantarsi d’avere aiutato degli autori a realizzare il loro sogno di vedere i loro testi finalmente pubblicati. Ma tutto ciò non è fatto senza condizioni. Krakoen, ed è là la ricetta del suo successo, ha voluto e continuato  a valersi di una garanzia di qualità, sia nell’oggetto libro, che nel suo contenuto e i mezzi usati perché sia letto e trovi il suo pubblico. Gli autori sono divenuti essi stessi editori. Ciascuno si rimbocca le maniche, diviene a turno membro del comitato di lettura, correttore e consigliere letterario degli altri membri dell’associazione, ma anche…soprattutto l’autore diviene il principale attore di tutta questa catena che fa si che il dattiloscritto diventi un libro!

 

 

Ma bisogna aggiungere ancora alcune precisazioni. E per ciò, vi metterò a parte della mia esperienza. Il mio primo libro “ Mektoub” è stato pubblicato da un piccolo editore regionale( Pavic a Avallon in Borgogna). Beninteso, era per me un primo passo nel mondo spietato dell’ edizione, e sono ancora oggi infinitamente riconoscente che qualcuno abbia voluto credere in quel testo e  prendersi il rischio di pubblicarlo. Ma come molte di queste piccole strutture, le edizioni Pavic non riposano che sulle spalle di una persona che deve fare da solo delle scelte, assicurare il seguito della produzione, la diffusione e la distribuzione. Come far fronte in queste condizioni alla concorrenza, alle migliaia di novità che vedono la luce ogni anno e invadono gli espositori delle librerie? Bisogna sapere che oggi giorno, la maggior parte delle grandi catene, tipo Fnac,Privat e altri, rifiutano di prendere dei libri in deposito. Solo le librerie indipendenti possono ancora permettersi di credere nei piccoli lavoratori del mondo del libro. Bisognerebbe essere dappertutto contemporaneamente,  fare forcing per vedersi invitare nei  saloni e festival, trovare finanziamenti, trasformarsi in commerciale e andare in giro per le strade di Francia perché i titoli siano visibili nei nuovi supermercati del libro. In  breve, la missione sembra impossibile. “Mektoub” ha avuto una prima tiratura di 300 esemplari** Io sono stata invitata al Salone di Recey-sur-Ource e all’ipermercato di Semur-en-Auxois, tanto vale dire che io non sono stata l’autore di successo che avrebbe fatto prendere il volo alla casa editrice, che dopo ha fermato la sua collana di polar in regione. L’esempio è abbastanza rivelatore, rivelatore di ciò che Krakoen è riuscito a fare. Gli autori si sono impegnati, hanno investito finanziariamente per produrre i loro libri, ma la cooperativa era lì per sostenerli e garantire là dove una piccola casa editrice classica non poteva che fare fiasco. Allora certo, l’autore deve coinvolgersi finanziariamente ma in cambio, oltre al fatto che l’investimento iniziale è rimborsato molto rapidamente( a partire circa di cento esemplari venduti), il sostegno nei confronti degli autori non  viene meno. Krakoen ha sempre voluto privilegiare una qualità professionale per tutto ciò l’associazione propone. Oggi, Krakoen lavora con un distributore, Calibre. I librari non hanno dunque alcuna esitazione ad ordinare dei libri. Krakoen ha lavorato in rete con gli attori del mondo del libro, con una presenza all’inizio modesta nei saloni del genere, la cooperativa con il suo proprio nome, o degli autori che ne sono membri sono adesso presenti in tutti i principali festival e manifestazioni, al salone del libro di Parigi, al salone del polar di Montigny-lès-Cormeilles., a Sang d’encre a Vienne, festival delle letterature nere e sociali a Besançon, per non citarne che alcuni, ma ce ne sono numerosi altri. Il sito è sempre aggiornato, i libri sono oggi recensiti sui siti specializzati di genere, alcuni autori hanno visto scritto il loro cognome in “Le Dictionnaire des littératures policières”o sulla rivista “ Crimes dell’année” della Bilipo.

Il successo c’è. La cooperativa, per continuare ad assicurare ciò che essa ha sempre fatto, cioè saper mantenere un sostegno ai suoi autori e la qualità della loro produzione e della loro diffusione, si vede obbligata a rifiutare dei nuovi autori.

Beninteso, ci sono dei limiti a tutto, la struttura stessa della cooperativa non permetterebbe di gestire  grossi successi. Per delle ragioni di stoccaggio e per evitare che un numero troppo importante di libri siano stampati senza che la loro diffusione sia assicurata,  le tirature restano limitate, le riedizioni si fanno in funzione della domanda, il che , niente è perfetto, aumenta i costi per esemplare. Ma il sistema fa le sue prove, e poichè l’autore resta proprietario dei diritti delle sue opere, nessun diritto di seguito  è naturalmente imposto;   Krakoen può adesso ugualmente vantarsi d’essere stato un trampolino,  un trampolino che alcuni fra cui anch’io faccio parte attendevano,per farsi conoscere e forse proseguire la loro avventura letteraria in case editrici che hanno più mezzi.

La mia esperienza con Krakoen è stata così ricca che io non  devo sforzarmi per trovare degli argomenti per difenderla e se la fortuna continua a sorridermi, so che avrò sempre dei testi , quelli stessi che non hanno il loro posto presso i “grandi” perché troppo atipici, per proseguire l’avventura al suo fianco. Io so che questa piccola cooperativa, piccola di misura ma ricca in esperienza, mi riserva delle altre belle sorprese!

Ultimo aggiornamento ( luned 18 gennaio 2010 )
 
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