Teoria per una critica del Giallo Thomas Wörtche L’atto omicida e la vita. Un compagno di strada nel mondo della letteratura poliziesca Libelle Verlag, Lengwil 2008 208S, 19,90 E Traduzione dal francese di Giuseppina La Ciura “L’atto criminale e la vita” comprende 13 saggi del critico ed editore Thomas Wörtche. Saggi che possono anche essere letti come tappe della sua vita professionale e della sua biografia. Essi descrivono i differenti modi possibili di leggere e criticare i Gialli. Alcuni di questi testi sono già apparsi altrove, altri sono stati scritti per questa raccolta, altri ancora sono delle relazioni. Essi vanno dal 1995 ad oggi. Il legame tra teoria e Giallo è relativamente recente e si ritrova piuttosto nelle scienze umane. L’insieme dei saggi di Wörtche corrisponde ad una tradizione francese dell’analisi teorica che insegna a stabilire delle categorie attraverso la lettura. Wörtche si accosta al soggetto con l’aiuto di superlativi come, per esempio, “ la letteratura poliziesca è di gran lunga quella più letta al mondo”e definisce il ventesimo secolo come il secolo della letteratura poliziesca. Ancora, bisogna ritrovare una propria strada nell’intrico delle novità (circa 100 al mese) e poter distinguere tra la buona e la cattiva letteratura, quella che è critica e quella che è assertiva. Comprendere perché Henning Mankell e Donna Leon scrivano dei cattivi romanzi che non hanno niente a vedere con il mondo nel quale noi viviamo e perché ciò che è apparentemente un gradevole ed inoffensivo passatempo produca una così cattiva estetica. Al contrario di Europolar, Wörtche non si basa su alcuni paesi presi singolarmente ma considera il mondo come la scena del Giallo. Tenta di definire dei criteri di qualità per i romanzi che collega ad alcuni testi ben precisi (i suoi 100 preferiti), criteri diversi gli uni dagli altri ma che qui possono applicarsi a tutti i Gialli. Egli parte dall’idea che” la violenza e il crimine sociale sono elementi di base delle società umane”. Un’affermazione che ha un profumo d’antropologia ancor più rafforzata dal confronto con Jan-Philipp Reemtsma e Wolfgang Sofsky. Tuttavia, in ciascuno dei suoi tredici saggi, Wörtche spiega che non è l’uomo per se stesso ma la società che porta alla violenza e al crimine. Secondo Wörtche, sarebbe un vantaggio che la letteratura poliziesca non sia sovvenzionata, cosa di cui dubito. In Francia, dove la letteratura non è sovvenzionata, ma dove ci sono le infrastrutture del mondo criminale che non possono sussistere se non con l’aiuto delle sovvenzioni , troviamo la migliore delle letterature poliziesche. Gli scambi e i dibattiti al di fuori dei numerosissimi festival hanno una parte importante. Il mercato in sé dà poche indicazioni e in ogni caso esse non sono quelle buone. Cinque saggi sono dedicati ad alcuni autori molto particolari, ovvero a figure di romanzi. Il saggio “Casi esplosivi. Eric Ambler e la poetica del pragmatismo”. Ci presenta un Ambler anti-autoritario e ci fa capire quanto la letteratura poliziesca debba a questo autore. Wörtche sviluppa in questo testo la tesi che la fiction è una forma scientificamente provata di raccontare e di presentare la realtà. La letteratura non si apre su un altro mondo ma aguzza il nostro sguardo sul mondo nel quale viviamo. “ Il rifiuto delle categorie. Georges Simenon”è un approccio all’autore basato su un’analisi letteraria scientifica e non su quella dei temi affrontati. Si tratta prima di tutto di un falso approccio a Simenon negli ambienti di lingua tedesca. Simenon, che rappresenta il romanzo poliziesco di lingua francese degli Anni 50, mostra in tutti i suoi romanzi un determinismo sociale notevole che ricorda il naturalismo di Zola. Simenon attribuisce alle classi sociali delle caratteristiche biologiche e culturali di cui i personaggi sono segnati anche se cambiano di classe sociale. Per Simenon il contesto sociale è una seconda natura alla quale non si può sfuggire. Ciò non vuol dire che egli scriva dei cattivi romanzi. I romanzi picareschi di Chester Himes così come Ripley , l’eroe di Patricia Highsmith sono presentati nel loro contesto sociale. “La negazione dell’evidenza. Il disegnatore argentino Alberto Breccia e il suo apporto all’estetica del XX secolo” presenta l’opera di questo artista concettuale che ha illustrato testi di García Marquez e di Ernesto Sabato. Un disegnatore importante che riesce, in otto pagine, a illustrare la colonizzazione dell’America Latina, che in altri fumetti tratta temi politici attuali come la guerra delle Falkland, l’eredità del tango o la nuova destra francese. “La letteratura poliziesca nel mondo” presenta chiaramente i meccanismi che stanno dietro la scelta e la descrizione dei crime locus e definisce Polar e romanzo poliziesco come due generi differenti: il Polar crea il suo proprio mondo mentre il romanzo poliziesco è un’analisi sociale e un mezzo di comunicazione nella società. Wörtche trova nei libri una tendenza a liberarsi dai fondamenti realistici, ma trova ancora molti autori e titoli che non vogliono affatto essere coinvolti in ciò. “Le makinf of metro” è una relazione sull’uscita di 155 titoli della casa editrice Union e le spiegazioni sulla scelta degli autori. Sulla base del motto “ sopprimere i limiti tra categorie e sottocategorie” la collana metro presenta romanzi polizieschi del mondo intero. Per la selezione anni di esperienza critica hanno permesso di separare il buon grano dal loglio e considerare la letteratura in quanto processo sociale. “Polar e letteratura poliziesca” approfondisce ancora la differenza e indica in modo laconico che l’80 per cento della letteratura poliziesca non è valida. Molto più importanti per noi è il 10 per cento di buona letteratura che può mostrarci e arci comprendere lo stato del mondo e anche come il male si nutra del contesto ociale contemporaneo. Wörtche sostiene che l’avvenire del romanzo poliziesco è assicurato perché il crimine fa parte della realtà, quindi non rischia di scomparire.
“Catastrofe come al solito. La fantascienza e la letteratura poliziesca, una parentela inesplicata” spiega che la fantascienza , quella più interessante, attinge le sue immagini sull’avvenire dal serbatoio del presente e del passato. Nell’insieme Wörtche osserva un’ibridazione del genere e uno scivolamento della letteratura poliziesca verso lo spaventoso, l’horror e il fantastico. “La violenza nel campo sonoro. Un feuilleton radiofonico e musicale” dà delle precisazioni circa la diversità degli autori ed il rapporto tra violenza e musica, i legami storici e sociali come per esempio Beethoven, la Marsigliese, Duke Ellington, Piazzola ed altri. “L’atto omicida e il senso del comico” descrive il legame indiscutibile tra la letteratura poliziesca e il comico e si troverà presto sul nostro sito web. Leggere i saggi di Wörtche rende la lettura dei romanzi polizieschi più interessante e rafforza la presa della coscienza critica di fronte a ogni tipo di letteratura |