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F.I.R.N 2009- Intervista a Michel Gueorguieff PDF Stampa
gioved 04 giugno 2009

F.I.R.N 2009

Intervista a Michel Gueorguief

Traduzione di Giuseppina La Ciura


Dal 22 al 28 Giugno si svolgerà la dodicesima edizione del F.I.R.N di Frontignan. Il Festival internazionale del Romanzo Noir è divenuto nel corso degli anni uno degli avvenimenti imprescindibili del pianeta polar. Gli amateur e gli esperti amano ritrovarsi sul posto per approfittare delle tavole rotonde e degli incontri con gli scrittori. Un’occasione per i fan del polar di discutere con vedette come Elmore Leonard, Dennis Lehane, John Harvey ma anche di scoprire autori meno conosciuti ma ugualmente talentuosi. Michel Gueorguief ,il creatore di questo festival ci presenta il tema del 2009 e i suoi principali invitati.

ImageCome ogni anno, questo festival si declina secondo un tema: nel 2009, sarà “ Le frontiere”. Come ha scelto  questo tema?

Il tema della frontiera mi appare  centrale in rapporto ai problemi attuali della società e di conseguenza privilegiato dal romanzo noir d’oggi. Non si tratta solamente di affrontare la Frontiera sotto l’aspetto geografico, il che permette di trattare le questioni dell’esilio, dell’immigrazione e dell’estraneità. Si tratta di tutte le  frontiere: sociali, culturali, etiche, legali e perché no letterarie. Di fatto, affrontare i fragili confini che separano l’ordine dal disordine, la legge dall’illegalità, la follia dalla ragione, il bene dal male:  vuol dire occupare tutto il campo del genere noir.

Ogni anno è l’occasione di innovare e scoprire nuove attività.. Quali saranno le novità?

Poche sono le novità secondo la nostra filosofia generale che tende a riunire attorno ad un tema forte autori che vengono da orizzonti differenti, a mettere a confronto scrittori di grande notorietà con romanzieri  misconosciuti. Invece noi continuiamo ad aprire il festival a pubblici più numerosi. Se il luogo della manifestazione resta Frontignan,  numerose attività hanno luogo a Sète, Baraluc e ad altre città attorno al Bacino di Thau così come a Montpellier. D’altronde, noi iniziamo quest’anno un’attività nei confronti dei detenuti della prigione di Villeneuve- lès-Maguelone a cui abbiamo fatto distribuire  romanzi di autori invitati. Dopo averli letti, essi attribuiranno il Premio “Derrière les Murs” a due autori , uno per un romanzo, l’altro per  un fumetto. Gli  autori  verranno a incontrarli  il 25 Giugno.

affiche par Ed Ogni anno, il pubblico ha la felice sorpresa di incontrare numerosi scrittori che vengono da tutti gli orizzonti, talvolta poco conosciuti nell’Esagono. Come fa la selezione?

Le due prime condizioni sono innanzitutto la qualità e l’adeguarsi delle opere al tema proposto. Ci sono ogni anno delle opportunità e degli innamoramenti. Opportunità di far venire Tim Willocks che io inseguo da cinque anni. Innamoramento per , tra l’altro, per Anne Secret che fino ad alcuni mesi fa non conoscevo e il cui ultimo libro mi ha entusiasmato. In generale teniamo conto anche della coerenza che  ogni dibattito deve possedere.

Tra l’altro, quest’anno, Lei ha invitato Tim Willocks: perché questo scrittore?


Willocks è un autore straordinario, di una profondità, di un virtuosismo e di una noirceur eccezionale. L’avevo scoperto alcuni anni fa con “ Bad City Blues” e “ Les Rois Ecarlates”e non ho cessato di tentare di farlo venire. Impossibile avere il minimo contatto. Quest’anno, con la pubblicazione di “La Religion”, opera sovrabbondante, barocca e molto brillante, abbiamo finalmente potuto entrare in contatto con lui. Egli ha accettato con entusiasmo il nostro invito il che ci riempie di gioia. E’ un autore  nel contempo colto, smontante  e sottile. Quei pochi che   in Francia l’hanno letto ne hanno una stima incondizionata. Un vero autore culto( vedere l’articolo che Europolar dedica a Tim Willocks).

Per gli invitati europei, ritroviamo José Ovejero, un autore spagnolo il cui  libro “Des vies parallèles, un romanzo la cui azione si colloca a Bruxelles, è  stato tradotto da Moisson Rouge. E’ un romanzo che Lei  ha  voglia di difendere

Certo che io difendo “Des Vies Parallèles” di José Ovejero un autore spagnolo che vive a Bruxelles, è un romanzo molto noir, molto forte, che si inscrive in modo assoluto nella tematica della Frontiera così come la sento.
 

Un altro invitato è  un inglese, Tom Rob Smith, il cui “Enfant 44”* è uscito in Febbraio presso Belfond, un thriller: questo genere è un aspetto impedibile del polar secondo Lei?


Il Thriller rappresenta una parte molto importante della letteratura poliziesca attuale soprattutto presso il grande pubblico. Beninteso , come in ogni fenomeno di moda, c’è del buono e del meno buono. Ma “Enfant 44”* di Tom Rob Smith , primo romanzo di questo autore, fa parte del buono. Ciò che seduce in questo libro è la descrizione della spaventosa macchina che era il sistema sovietico. Non è solo un thriller, è un romanzo sulla Resistenza dell’uomo di fronte al Totalitarismo.

Le Firn dà anche agli scrittori americani più di quanto gli spetti. Quest’anno Don Wnslow e Thomas H.Cook: come si inscrivono nel  tema considerato?


Per prima cosa Thomas Cook e Don Winslow sono ai miei occhi due scrittori maggiori. Ogni loro opera mette a confronto giustamente il bene e il male, la follia e la ragione, con talento. . Li si vede pochissimo in Francia. Winslow non è mai venuto per quanto mi ricordi. Il fatto che abbiano accettato il nostro invito è un motivo di grande onore per il nostro Festival.

So che ha dedicato una cura estrema alla programmazione e che ogni invito non è mai stato frutto del caso ma sempre un “coup de coeur” da parte Sua.  Io non le chiederei di scegliere tra i suoi  autori e di consigliarcene uno ma mi piacerebbe che Lei ci dicesse qualche parola sulla scrittrice iraniana Nairi Nahapetian


Il primo romanzo di Nairi Nahapetian “Qui a tué l’Ayatollah Kanumi?” è il primo polar iraniano. Esso non ha solo per noi ,lettori francesi, uno charme esotico. Esso descrive una società in cui i valori possono sorprenderci o rivoltarci. Questa giovane iraniana ha lasciato il suo Paese dopo la Rivoluzione Islamica e vive oggi in Francia in cui fa la giornalista. Se c’è qualcuno ben piazzato per parlarci della Frontiera culturale, è certo lei.

http://www.polar-frontignan.org


* Questo libro è stato pubblicato con il titolo di “Bambino 44” da Sperling&Kupfer ,2009 
Ultimo aggiornamento ( marted 30 giugno 2009 )
 
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