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Il diadema di pietra Convertir en PDF Version imprimable
crit par Giuseppina La Ciura   
13-06-2009

Roberto Mistretta

«  Il diadema di pietra »

Cairo editore


ImageRitorna il maresciallo Saverio Bonanno. Sembra lo stesso uomo di “Il canto dell’upupa”, sua precedente avventura- brusco con i suoi carabinieri-che lo adorano-, inflessibile con i criminali e tenero con tutti quelli che hanno avuto in destino “un diadema di pietra”(come il piccolo kossovaro Mishna, vittima innocente della guerra e di questo “mondo di schifo” cui l’autore dedica le pagine più poetiche e toccanti del libro)-, ma, in verità, il quasi quarantenne maresciallo è ad una svolta della sua vita affettiva. Dopo tanti anni di solitudine,  Bonanno ha infatti trovato la donna dei suoi sogni, la compagna ideale in Rosalia Santacroce, la nuova assistente sociale, “dall’andatura seducente, i fianchi rigogliosi, il petto florido, la bocca carnosa”. Ma lui , Bonanno, “sbirro di provincia.., perennemente in sovrappeso, per non dire grasso, con una figlia già grande, un’ex moglie scappata di notte con un trapezista, una madre come donna Alfonsina e due cani che ama come veleno per topi” può davvero ambire all’amore di una giovane donna che è “ un monumento alla fecondità”? Proprio quando, superati tutti i dilemmi interiori, il maresciallo sta per abbandonarsi di nuovo alle gioie dell’amore , com’è nella sua natura di siculo verace, tra lui e Rosalia, si insinua come un serpente velenoso un’altra donna: Agatina Piditella in Ficalora detta “a catanisa”(la Catanese). Con lei Mistretta opera quasi un miracolo: far risorgere una figura femminile molto amata dai grandi del Noir, specie americano, degli Anni Quaranta, c’est-à-dire la dark lady, il prototipo della femme fatale,   bella, audace, pericolosa, dalla mente diabolica che seduce gli uomini e li manovra abilmente per raggiungere i suoi fini. Agatina è però una dark lady particolare, tutta mediterranea, a metà strada tra la Yerma di Llorca e la lupa verghiana poiché la muovono passioni violente, ancestrali, ferine. In lei Bonanno trova l’antagonista esemplare, l’avversaria capace di tenergli testa lungo le 300 pagine del libro. E’ ovvio che, secondo i canoni consolidati del poliziesco, Bonanno alla fine avrà la meglio , ma Agatina vince la partita rimanendo nell’universo delle grandi dame in noir del genere.
Ma in un libro di un autore  dal ricco mondo interiore e dal profondo senso etico come Mistretta c’è sempre qualcosa in più di una semplice storia di crimini più o meno gravi o complicati da risolvere. In questo, c’è l’amore grande e struggente per la propria terra, per la sua lingua e i suoi proverbi ricchi di saggezza contadina, le sue tradizioni millenarie, le sue pulsioni più profonde. Quasi arcaiche. C’è la pietas per l’infanzia violata dalla violenza ottusa degli adulti, tema questo molto sentito e quindi ricorrente. C’è soprattutto, in tempi così amari, un’insopprimibile aspirazione alla bontà, alla purezza, all’armonia,  alla pace.

Dernire mise jour : ( 26-01-2010 )
 
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