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Le radici del Noir Convertir en PDF Version imprimable
18-07-2009

“Le radici del Noir”

Pasquale Pede

Fondazione Rosellini- Senigallia  25 €

 Negli Anni 50 ed oltre- mentre in Francia si affermava la prestigiosa collana  “la Série noire” edita da Gallimard- in Italia tutti i Gialli americani , in primis  quelli Mondadori dalle splendide copertine di Carlo Jacono, a firma  Ross MacDonald , Chandler o Cheney, erano chiamati “Gialli d’azione”(Calcerano) o “ polizieschi all’americana”(Del Buono). Nei tardi Anni 70, sempre editi per lo più da Mondadori e  sempre dalle copertine- molto più ardite- di Carlo Jacono, i Gialli  dei vari  Chase e McBain  divennero “hard- boiled” in onore della lingua dell’Impero trionfante..  Alla fine del “secolo breve” avviene però un evento straordinario:tutti i polizieschi, anche di noti Giallisti, sono definiti  Noir.  ” L’editoria italiana sembra essere colta negli ultimi anni da una vera e propria esplosione di fascino per il Noir…. La parola  Noir sembra infatti avere successo, essere una formula magica per attirare lettori”*

 Mentre i Noir si moltiplicano ed invadono anche i media, la domanda inevitabile diviene “Ma cos’è  il Noir?Quali ne sono i caratteri salienti? Come e dove nasce?”
 A questi interrogativi non facili risponde in modo puntuale ed esauriente  Pasquale Pede nel suo splendido saggio edito dalla Fondazione Rosellini dal significativo titolo “Le radici del Noir”.
Per l’autore, come confessa nella postfazione, innanzitutto il Noir è “ un amore”, anzi “una passione.. sorta nell’adolescenza e come tale travolgente, totalizzante, spesso confusa, ma, a posteriori. tutt’altro che effimera …All’inizio il noir rimaneva un oggetto ancora sfuggente. Sembrava ridursi all’iconografia del tipico.hard-boiled: trench, cinismo,gangster e dark ladies…cinema a parte, gli autori si riducevano a pochi nomi .Hammett, Chandler, Ross Macdonald….Verso i primi anni ottanta ebbi l’occasione, per vicissitudini personali, di cominciare a frequentare  non sporadicamente Parigi.  ……Quando misi piede nelle librerie parigine,.. mi sentii come dovette sentirsi Schliemann quando arrivò ai resti di Troia….Una sensazione ubriacante…..era un brulicare di cataloghi, studi, monografie, intere collane dedicate al Noir, come l’onnipresente “Série Noire”**
ImageSeguono  anni di letture meditate, di studi appassionati, un lungo lavoro di “razionalizzazione” che è evidente nella vasta ed articolata bibliografia che chiude il volume, bibliografia  che comprende saggi riguardanti la letteratura  popolare  nei suoi generi e sottogeneri, il romanzo poliziesco, il giallo italiano e il polar, le riviste più importanti, il noir in campo letterario e nel  cinema( con un particolare tributo all’amato cineasta francese J.P.Melville).
Pede ,nel corso del suo lungo saggio, non dà né intende dare , per serietà di studioso,una definizione “troppo stretta” di Noir , perché “ ad ottanta anni dai primi racconti di Hammett,….il Noir ha una diffusione mondiale e manifesta una varietà di temi e di stili che trascendono le.. scuole nazionali… Il Noir, per sua costituzione, non è un genere nel senso classico del genere, è qualcosa di diverso, forse qualcosa di più e in ciò consiste la sua forza e la sua vitalità”***  Data questa premessa , l’autore concentra tutto il suo interesse su quelle che sono le origini storiche,  sociali, culturali e letterarie del Noir americano, in particolare di quello che va dagli Anni 20 agli Anni 40-45. E’ il ventennio dell’età del Jazz, del cinema, della Grande Depressione e di FDR.  .L’autore concorda con la tesi affascinante di Barbolini per cui le gelide città americane percorse dal privé in trench, feltro calato sugli occhi e 45 in tasca ricordano “i tenebrosi sotterranei delle dimore nobiliari o delle abbazie dei romanzi gotici del XIX secolo” , dà il giusto rilievo al ruolo avuto nella nascita del genere dal feuilleton, dai dime novels , dai pulp, dai paperback, dalla leggendaria rivista “Black Mask” dove iniziarono  a pubblicare i loro racconti Hammet e tutti i grandi della Scuola dei duri della prima ora. Ed ecco emergere, in un’analisi accurata  e lirica nel contempo, i personaggi che hanno reso inconfondibile il Noir americano, c’est-à.dire il detective privato, l’erede ideale del westerner cui John Wayne ha dato il marchio del mito- il gangster e la sua pupa(che sullo schermo ha le fattezze incantevoli di  una Jean Harlow o di una Gloria Grahame )  il poliziotto più o meno onesto, la dark lady,  simbolo dell’eterno femminino.
Nella terza parte, l’autore tratteggia con mano sicura e  notevole sensibilità specie per gli aspetti umani e del vissuto,  tutta una serie  di ritratti dei “Padri nobili e Nomi eccellenti”( ma prima aveva parlato anche degli autori di serie B e dei minori, senza tralasciare le scrittrici  –e che scrittrici!-come Patricia Highsmith, Dorothy H Hughese, Vera Caspary). Per ognuno di questi “Grandi”  ha una definizione indovinata. . Così per esempio, Hammett è  “ il dandy,  padre di tutti”, Chandler “ il Gentleman di California”, Thompson” Un Dostojevskj  da dieci centesimi,  Goodis “ Il poeta della sconfitta”. Ma in assoluto il miglior ritratto è quello che Pede fa del “fascista, rozzo, sadico, misogino, razzista” Mickey Spillane: un ritratto da antologia.
Il saggio, preceduto dall’elegante prefazione di Gianni Brunoro,  arricchito dalle illustrazioni delle copertine originali e di mitiche scene di famosi film in bianco e nero degli Anni 40- opera del talento di Franco Spiritelli- ha una doppia appendice, un vero regalo per tutti gli appassionati del genere. L’autore  fornisce infatti agli amateurs  un elenco dei noir che i francesi definirebbero “incontournables” , gli imprescindibili “ da portare su un’isola deserta” e di quelli ingiustamente “dimenticati”, i mai tradotti nella nostra lingua, oppure apparsi in edizioni molto vecchie, spesso tagliati o in traduzioni scadenti”
Il saggio, come scrive Massimo Felletti nell’introduzione, è dedicato “ai giovani e alla Scuola”,. Condivido ma oso dire di più: esso è dedicato soprattutto a tutti gli studiosi italiani di letteratura popolare e di Noir in particolare che da molto tempo si sono arroccati in posizioni di comodo e non sanno né confrontarsi né  aprirsi al nuovo. Pasquale Pede gliene offre l’opportunità e lo stimolo necessario.


*Fabio Giovannini” Ma che di che stiamo parlando?” in “Dizionoir” Delosbooks , 2006  pag 217
**“Le radici del Noir” pp 241-43
***Ibidem pag 21.

Pasquale Pede è nato nel 1951 a Roma, dove risiede.
Da sempre appassionato di Letteratura poliziesca, si occupa professionalmente di tutt’altre cose.
Ha pubblicato su riviste(Europolar, Il falcone Maltese) e ha partecipato alla redazione del Dizionoir.
Questo è il suo primo libro.

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Dernire mise jour : ( 26-01-2010 )
 
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